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pubblicato da La Nuova sardegna il 9 aprile 2004

"Ma sul Poetto il Comune lascia fare a Zirone?"


CAGLIARI. L'amministrazione provinciale ha distrutto il Poetto, l'amministrazione provinciale si prepara a riportare le ruspe al Poetto. Come dire: la storia non insegna nulla. Ad accusare d'inerzia il Comune e la Regione è Giacomo Guadagnini, consigliere provinciale dei Ds, padre del progetto originario per il risanamento della spiaggia. Quel progetto poi stravolto dalle scelte della coppia Zirone-Balletto: sabbia dal mare anzichè dalle cave. Più che un commento, quello di Guadagnini è un attacco frontale: "Che Zirone e i suoi consulenti continuino a sbandare non mi sorprende - avverte - mi lascia stupefatto invece l'atteggiamento del sindaco Emilio Floris e della Regione, del tutto incapaci di difendere il patrimonio ambientale più importante della provincia. Ma coma si fa? Quei signori hanno devastato la spiaggia e ora si resta a guardare mentre se ne inventano un'altra?".
Guadagnini chiama alla ribellione, una ribellione civile necessaria: "E' stata la Regione ad affidare alla Provincia il compito di spendere quei trenta miliardi di lire per recuperare il litorale di Cagliari - ricorda il consigliere diessino - e ora dovrebbe essere la Regione a impedire che lo scempio vada avanti. Altrimenti la Regione diventerà complice del disastro, così come il comune di Cagliari".
Ma c'è dell'altro: il problema dei costi. Secondo Guadagnini i conti non tornano: "Con i numeri c'è poco da scherzare e in questo caso parlano chiarissimo. C'erano trenta miliardi di lire, l'appalto è stato assegnato con un ribasso d'asta del quaranta per cento. Quindi da trenta miliardi il progetto di risanamento doveva costare circa diciotto. Alla fine, realizzati soltanto la strada e il ripascimento, non sono stati spesi più di dieci miliardi. Allora chiedo, dove sono finiti gli altri venti? Sono tornati indietro, sono andati a finanziare opere pubbliche in altre regioni, la Provincia non è stata in grado di presentare progetti a Roma per spendere in Sardegna quanto è rimasto del finanziamento europeo originario, quello agganciato dall'amministrazione di centro-sinistra. Bravi, davvero bravi. Complimenti a tutti".
C'è da chiedersi - se quanto Guadagnini afferma è la realtà - con quali soldi verrà realizzato il progetto di costruzione delle dune. L'assessore Renzo Zirone ha risposto alla Nuova Sardegna: con il recupero della fidejussione posta a suo tempo a favore dell'associazione d'imprese Mantovani e con i resti del contributo pubblico. Guadagnini smentisce: "La verità è che la giunta Balletto spenderà risorse del proprio bilancio, perchè del contributo ottenuto a suo tempo dall'amministrazione regionale attraverso la Protezione civile non è rimasto neppure un centesimo".
Sarà così? Non sarà così? Per saperlo bisognerà forse attendere la pubblicazione del prossimo bilancio della Provincia. Nel frattempo restano da fare alcune considerazioni sulle scelte tecniche annunciate dall'amministrazione Balletto per affrontare e risolvere il vecchio problema del cordone dunale, considerato necessario per fermare la 'corsa' della sabbia. Qui Guadagnini ha una teoria precisa e personale: "E' strano - ironizza - quando Balletto s'è trovato in mano il progetto per il risanamento del Poetto elaborato dall'amministrazione Scano, dove l'assessore ai lavori pubblici era il sottoscritto, le critiche si sono sprecate. Dicevano che era un progetto sballato, che non avrebbe funzionato, che per renderlo efficace sarebbero state indispensabili sostanziali modifiche. Poi s'è visto quali sono state le modifiche, hanno messo la sabbia di mare al posto di quella di cava e la spiaggia è diventata grigio-topo. Un disastro ambientale spaventoso, una cosa immonda, che fa inorridire i cagliaritani e chiunque abbia goduto della spiaggia com'era prima. Ma non è finita, ora che si sono accorti della mancanza delle dune che cosa fanno? Rispolverano il vecchio progetto, quello che non andava bene, e lo ripropongono pari pari. Complimenti ancora. Solo che se io fossi il sindaco di Cagliari mi guarderei bene dal farli andare avanti. Sono degli inetti, sarebbero capaci di fare danni anche con un progetto perfetto. S'è visto come si sono mossi, basta guardare che cosa hanno combinato...". La proposta di Guadagnini è implicita: "Prima di metter mano ancora una volta sulla spiaggia bisogna trovare tecnici capaci, in grado di valutare ogni dettaglio dell'intervento. In due anni la situazione del litorale è putroppo cambiata profondamente, la vecchia sabbia non esiste più, se l'è ingoiata quella porcheria che hanno scaricato sull'arenile. E' indispensabile studiare con attenzione e competenza ogni passaggio. Lo faranno? Sulla base di quanto è accaduto due anni fa, non credo proprio".
di Mauro Lissia

E l'impresa batte cassa: altri 8 milioni


CAGLIARI. E intanto va avanti in tribunale la controversia legale fra l'amministrazione provinciale e le società che hanno eseguito i lavori al Poetto con la formula tecnica dell'associazione d'imprese: la Mantovani, la Italiana Dragaggi e la Gavassino Cantieri navali. Chiuso il cantiere nell'autunno dell'anno scorso, il legale rappresentante Piergiorgio Baita ha chiesto alla Provincia otto milioni di euro in più rispetto al prezzo stabilito nel contratto d'appalto sulla base di diciotto riserve, legate a interventi eseguiti fuori appalto su richiesta di Zirone. Baita, avvalendosi della facoltà concessa nel contratto, aveva proposto un giudizio arbitrale. La giunta Balletto ha preferito costituirsi in giudizio ordinario, saltando a piè pari la possibilità di arrivare a un accordo bonario. Se la Provincia dovesse risultare condannata a pagare altri otto milioni andrebbe incontro a un tracollo finanziario. Ed è probabilmente per questo che Balletto ha scelto la strada del giudizio civile: per evitare che l'arbitrato chiudesse subito la controversia esponendo l'amministrazione a un versamento insostenibile. Contratti alla mano, strada e ripascimento dovevano costare 11 milioni e 773 mila euro. E' stata la sequenza ininiterrotta di ordini di servizio firmati dall'assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone a far crescere gli impegni dell'Ati Mantovani, che rivendica il rimborso. La 'riserva' più pesante - tre milioni e 400 mila euro - fa riferimento al prolungamento del cantiere: ricevuta la consegna dei lavori il 28 dicembre del 1999, il tempo stabilito per chiuderlo era di 500 giorni. Intoppi di ogni genere, variazioni decise dalla Provincia, autorizzazioni, scelta delle sabbie hanno allungato i tempi. Fra le altre riserve l'elevazione della strada, gli ordigni trovati sulla spiaggia e tante altre cose.