pubblicato da L'Unione Sarda il 9 aprile 2002
"È una sabbia color pipistrello"
Il sindaco Emilio Floris: non sono candidato alla Regione e voglio anzi più poteri per il Comune.
La strategia del sindaco ("Vedremo come sarà la sabbia tra quattro-sei mesi"), l'allusione di
Macciotta ("Violato platealmente il capitolato d'appalto"). E poi la certezza inquietante di Pasquale
Mistretta: "La nuova sabbia è diversa, non diventerà mai bianca". La primavera nera del Poetto scivola
in Consiglio comunale a un mese esatto dall'inizio del ripascimento. Dibattito ad alta tensione, si
chiude solo a tarda sera con due ordini del giorno distinti di maggioranza e opposizione.
Prima parola al sindaco. Nessun commento a braccio, meglio non correre il rischio di fraintendimenti.
C'è troppa polvere (scura) sull'asse di centrodestra Comune-Provincia per lasciare spazio agli intoppi.
E allora Floris sceglie la strada della relazione politicamente corretta sul Poetto, anche se le pieghe
trattengono a fatica la polemica. Come il riferimento alle candidature regionali di Forza Italia : "Ho
scelto di fare il sindaco, prendendo un impegno con i cagliaritani. Quindi non me ne andrò, anzi sono
pronto a ricandidarmi al Comune anche alle prossime elezioni". Una fiondata verso piazza Palazzo, dopo
le affermazioni del presidente della Provincia Sandro Balletto, che ha indicato il sindaco come prossimo
candidato per Villa Devoto.
Poi il sindaco prova a mostrarsi fiducioso rispetto alle rassicurazioni fornite dai tecnici della Provincia
("Sono professionisti, hanno fatto le analisi e ci fidiamo"), ma lascia intendere possibili scenari successivi:
"Se tra quattro-sei mesi la sabbia non sarà diventata come l'altra, allora il Comune si riterrà autorizzato
a prendere tutti i provvedimenti per tutelare la spiaggia". Infine la consapevolezza di una partita giocata
sul tavolo cagliaritano senza ruoli per l'amministrazione di via Roma: "Non vogliamo più svolgere un ruolo
secondario per il nostro territorio. Abbiamo già chiesto alla Regione di trasferirci tutte le competenze sul Poetto".
Il sindaco tira su il sipario, ma poi sul palco irrompe Pasquale Mistretta. Un fiume in piena, venti minuti
di show giocati sul filo dell'ironia, ma con rivelazioni inquietanti: "La sabbia è diversa e lo sanno
tutti, è inutile far finta del contrario". Il rettore sciorina dati sulla sabbia ("frutto di analisi
approfondite"). Prima sulla consistenza: "La composizione granulometrica del Poetto era pari a 0,136.
Adesso va da 0,2 a 1. Differenza macroscopica e inconfutabile". Poi sul colore: "I residui organici
delle conchiglie - le quali determinano il 54 per cento della sabbia - sono inequivocabilmente scuri,
color pipistrello. Non schiariscono neanche a 400 gradi".
Mistretta se la prende con la commissione tecnica che lavora per il ripascimento: "È ora di finirla con
la storia dei professoroni. In realtà ci sono tecnici di parte, pagati per essere di parte". E recita
la parte del rettore: "L'Università con tutta questa operazione non c'entra nulla".
Durissimo anche Giuseppe Macciotta: "L'impresa, con l'avallo sistematico della Provincia, ha violato il
capitolato d'appalto. Il ripascimento doveva durare almeno sei mesi, ma è stato completato in appena
quindici giorni". Ed è un susseguirsi di accuse: "La draga doveva effettuare ogni "pesca" in non meno
di 9 ore. Ma non ha mai superato le 5 ore. Il quarzo della sabbia doveva essere pari almeno all'85
per cento, arriva a malapena al 35. È tutto così assurdo".
di Giulio Zasso