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pubblicato da La Nuova Sardegna il 9 marzo 2010

Cani uccisi: pastori condannati


Sedici mesi per la strage del Molentargius nel 2005

CAGLIARI. Trenta cani randagi massacrati barbaramente nel parco di Molentargius perchè davano fastidio alle pecore. A fucilate e con altri mezzi ancora più crudeli. Era l’inverno del 2005. Ora, a cinque anni da quei fatti che scatenarono l’indignazione delle associazioni animaliste, per i due pastori Antonio e Massimiliano Locci, di Quartu Sant’Elena, è arrivata la condanna: i giudici del tribunale li hanno riconosciuti colpevoli di uccisione immotivata di animali e hanno inflitto ai due imputati, difesi dagli avvocati Fernando Vignes e Alessio Locci, un anno e quattro mesi di reclusione. Una pena esemplare, che segna un punto di svolta dal significato storico tra la vecchia norma in cui gli animali venivano considerati alla stregua di oggetti e la nuova, che seguendo la sensibilità diffusa punisce la crudeltà dell’uomo nei confronti degli altri esseri viventi. I due Locci dovevano rispondere anche di minacce alle guardie. La sentenza del tribunale - presidente Claudio Gatti, a latere Giampaolo Casula e Giovanni Massidda - ha ribaltato le richieste del pubblico ministero Emanuele Sechi, che aveva chiesto l’assoluzione dei due allevatori e la condanna per falso in atti pubblici e rivelazione di segreti d’ufficio delle guardie zoofile dell’Enpa Pasquale Bucino e Francesco Pandolfi - difesi da Alberto Cocco Ortu e Carlo Amat - colpevoli per l’accusa di aver inventato e certificato nei verbali una serie di episodi di ferocia nei confronti di cani randagi con l’obbiettivo di raccontarli ai mezzi di informazione e di mettere nei guai i due Locci: se per il magistrato dell’accusa le due guardie meritavano due anni e mezzo di carcere, il tribunale li ha assolti con formula piena confermando di conseguenza la validità delle loro denunce. Solo per Bucino è scattata una contravvenzione - sei mesi e 400 euro - ma per esercizio abusivo della funzione di guardia zoofila. Non luogo a procedere invece nei confronti di Bruno Parisi - difeso da Cocco Ortu - che era accusato di lesioni per aver preso a pugni Antonio Locci: la parte offesa ha rimesso la querela.
La vicenda risale al periodo che va dal 17 dicembre 2005 al 7 febbraio 2006, quando le guardie dell’Enpa denunciarono l’uccisione di alcuni cani randagi all’interno del parco di Molentargius. Finirono sotto accusa i due Locci, incastrati - secondo i verbali di Bucino e Pandolfi - da una serie di prove: telefonate di testimoni che che avevano visto i due pastori mentre ammazzavano i cani. Dai rapporti delle guardie i fatti passavano nelle cronache e in un crescendo di polemiche l’indagine prese strade diverse: da accusati, i due pastori passarono al ruolo di vittime di una messa in scena. Ora i giudici hanno ristabilito la verità processuale.

di M. L.