pubblicato da L'Unione Sarda il 9 febbraio 2006
Ruggeri: «Non siamo spreconi»
Molentargius Il primo cittadino-presidente: non abbiamo toccato i seicentomila euro stanziati
Il parco della discordia. Non bastavano le greggi sbranate, i cani sterminati e i conseguenti scontri tra pastori e animalisti: ora è il turno dei politici. La polemica innescata dall'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì, che ha chiesto chiarimenti al presidente del parco e sindaco di Quartu Gigi Ruggeri sui bilanci del consorzio di gestione e sul bando per la nomina del direttore generale, assume toni sempre più alti. Dessì è pronto a cambiare la legge istitutiva del parco per dare maggiori poteri alla Regione, che fino a oggi ha soltanto sborsato soldi lasciando che i Comuni di Quartu, Cagliari, Quartucciu e Selargius, assieme alla Provincia, si occupassero della gestione. LO SCONTROSicuramente Ruggeri non si aspettava di conoscere a mezzo stampa i rimproveri dell'assessore, anche perché entrambi appartengono al centrosinistra. «I litigi e i disaccordi hanno frenato a lungo il decollo del parco di Molentargius», accusa Ruggeri, «spiace rivedere in scena lo stesso copione che si pensava ormai consegnato ai ricordi di un passato poco glorioso». Da sette anni Molentargius è un parco solo sulla carta: le varie amministrazioni che si sono susseguite nei quattro Comuni e in Provincia non riuscivano a trovare un accordo sulle quote. A tagliare corto aveva provveduto proprio Dessì, approvando a gennaio dell'anno scorso il nuovo statuto. Quattro mesi dopo è arrivata la nomina di Ruggeri a presidente. «I Comuni che compongono il consorzio di gestione hanno raggiunto un'armonia di intenti e valutazione che era sempre mancata nella storia tormentata del parco. Su questo equilibrio si poggia il lavoro costante che, senza clamori e ricerca di vetrine mediatiche, ci porta a programmare l'apertura al pubblico con l'arrivo della prossima primavera». L'APERTURAPochi mesi, quindi, e i visitatori potranno ammirare le bellezze naturalistiche del Molentargius: per questo motivo le critiche della Regione sull'utilizzo dei fondi sono completamente rigettate dal presidente-sindaco. «Usiamo con estrema oculatezza i fondi in cassa», assicura Ruggeri, «non abbiamo toccato un solo euro dei 600 mila a nostra disposizione, contando su altre risorse per assicurare le funzioni necessarie. Non abbiamo pagato nemmeno le indennità ai componenti del consiglio direttivo, anzi: le spese urgenti di cancelleria sono state sostenute di tasca dal presidente del consorzio». Stessa filosofia che avrebbe ispirato la riduzione dello stipendio previsto per il direttore del parco: poltrona ambita che tarda a essere assegnata, tanto da aver scatenato l'ira dell'assessore Dessì: «Non stiamo cercando un professionista a prezzo di saldi», contesta il primo cittadino, «abbiamo però capito che la struttura già esistente è in grado di assumere con efficacia e puntualità molti compiti attribuiti a questa figura». FINANZIAMENTISe la Regione vuole un ruolo più incisivo, Ruggeri invita a iniziare dai lavori che le competono. «Con l'amministrazione regionale cerchiamo intese e non polemiche», sottolinea il primo cittadino, «contiamo su una maggiore prontezza della spesa dei 180 mila euro stanziati per interventi urgenti nella segnaletica, nella sorveglianza, nella cartellonistica e nella promozione. È da qualche mese che abbiamo richiesto alla Regione le spese, e il ritardo si fa sentire quando dobbiamo rispondere a certe esigenze che influiscono molto sull'immagine complessiva dell'area». Altro che elicotteri per avvistare i cani: se lo scontro si fa istituzionale, serviranno i carri armati.
di Giovanni Manca di Nissa
«Giù le mani dall'oasi naturale»
Selargius e Quartucciu contro la Giunta Soru
«Giù le mani dal parco». I sindaci di Quartucciu e Selargius fanno quadrato attorno a Ruggeri e criticano la Regione, che vuole maggior peso nel consorzio di gestione del Molentargius. Ci sono voluti sei anni di estenuanti trattative per stabilire i rapporti di forza tra le amministrazioni coinvolte nella nascita del parco: rimettere nuovamente in discussione gli accordi faticosamente raggiunti farebbe perdere altro tempo. Il cambio di rotta della Regione preoccupa il sindaco di Quartucciu: «Il consorzio del parco sta funzionando bene», assicura Pierpaolo Fois, «abbiamo deliberato all'unanimità gli ultimi provvedimenti del presidente: c'è un'unione d'intenti tra i Comuni che va oltre i diversi colori politici. La Regione deve svolgere solamente un'azione di controllo, lasciando a noi la programmazione». Più prudente il sindaco di Selargius Mario Sau: «Mi sembra giusto sentire direttamente dall'assessore Dessì e dal presidente del parco qual è il motivo dello scontro». A controllare di fatto il parco sono le amministrazioni di Quartu e Cagliari, che detengono ciascuna una quota del 45 per cento del consorzio. L'altro 10 per cento è diviso tra Quartucciu, con il 4, Selargius e la Provincia con il 3. Qualsiasi decisione del parco deve passare con una maggioranza qualificata del 65 per cento, e quindi soltanto con l'accordo tra le due maggiori amministrazioni: questo ha portato Ruggeri a raggiungere un punto d'equilibrio con il collega di Cagliari Emilio Floris, nonostante le contrapposte appartenenze politiche. Che sia anche questo il motivo dello scontro in atto con la Regione?
di Giovanni Manca di Nissa