pubblicato da L'Unione Sarda il 9 febbraio 2005
Le ruspe spazzano via la vecchia idrovora
Sono da poco passate le undici quando la ruspa butta giù la stazione di pompaggio della vecchia idrovora del Poetto: l'ultimo tassello per dire finalmente addio alla vecchia condotta e restituire ai bagnanti un ampio tratto di spiaggia di fianco all'ex pronto soccorso dell'ospedale Marino. Un momento quasi storico per il Molentargius, l'atto finale dei lavori di bonifica portati avanti senza sosta dagli operai del Consorzio Ramsar, l'organizzazione responsabile dell'intervento all'interno dell'area umida. Ora resta da completare il nuovo sistema di pompe sotterranee che porteranno l'acqua al Parco. Ancora qualche giorno è tutto sarà concluso. Poi sarà la volta dei collaudi e entro giugno ci sarà la consegna ufficiale dei lavori. Ieri mattina al momento dell'abbattimento del vecchio caseggiato che ospitava le pompe che portavano acqua alle saline, c'era anche il commissario straordinario del parco, Antonio Conti. «Un momento importante», ha spiegato, «restituiamo ai cagliaritani la loro vecchia spiaggia. I lavori , malgrado qualche ritardo dovuto al cattivo tempo, stanno procedendo a ritmo sostenuto e ormai sono arrivati alla fase finale». Accanto alle macerie della vecchia stazione di pompaggio resta il bunker della seconda guerra , una sorta di isolotto in cemento costruito quando ancora il mare era fermo al suo posto e non aveva sommerso gran parte della spiaggia. Per il resto, laddove c'erano le vecchie idrovore e la stazione di pompaggio, ci sarà finalmente solo la spiaggia libera. «Non resta ormai più niente del vecchio sistema», hanno spiegato alcuni operai impegnati nei lavori, «porteremo via le macerie e tutto l'arenile sarà di nuovo libero. Entro questo mese dovremo completare l'opera». Da ieri mattina gli operai lavorano al nuovo sistema di pompaggio. La vecchia idrovora sarà sostituita da una nuova condotta lunga seicento metri: 450 metri sott'acqua e centocinquanta sotto terra. Avrà nel mare una nuova pendenza: in questo modo l'acqua arriverà alle saline solo per gravità. Oltre la strada tre pompe la porteranno alla quota del canale che rifornisce le vasche. Sott'acqua, a una profondità di dieci metri, sarà sistemata una sorta di grande valvola d'acciaio simile a un fungo che sarà segnalata anche di notte da una boa gialla, alimentata da un pannello ad energia solare. È l'ultimo atto dei lavori di bonifica del Consorzio che hanno cambiato il volto al Molentargius: all'interno dell'area umida sono state realizzate strade e dieci chilometri di canali. Oltre ad un impianto di ecosistema filtro di trentasette ettari, alla bonifica degli stagni e all'allestimento di quattro laghetti artificiali per complessivi sei ettari. A questo si aggiungono dieci capanni di avvistamento degli uccelli sia sul Bellarosa Minore che sul Perdalonga; casotti per i servizi e guardianie e numerose piante. Purtroppo qua e là sbucano ancora carcasse d'auto e discariche abusive che si spera adesso con la task force di vigili urbani, forestali e volontari, possano diventare solo un lontano ricordo.
di Giorgia Daga