pubblicato da La Nuova Sardegna il 8 dicembre 2002
Poetto: la Procura sente i tecnici
Dovranno spiegare ai magistrati i vari passaggi dell'operazione ripascimento
Dopo la mareggiata il disastro è ancora più evidente
CAGLIARI. Si apre la prossima settimana negli uffici della Procura della Repubblica la seconda tornata delle audizioni legate all'inchiesta giudiziaria sul caso Poetto. I tre pubblici ministeri coordinati da Mario Marchetti sentiranno i consulenti tecnici dell'amministrazione provinciale, gli esperti che hanno dato all'assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone le indicazioni scientifiche per compiere l'intervento di ripascimento dell'arenile. Dovranno chiarire sulla base di quali dati tecnici abbiano avallato la scelta di prelevare la sabbia dal fondale marino anziché dalle cave individuate dalla precedente amministrazione provinciale e quali siano stati i criteri seguiti per riversare sulla spiaggia il materiale 'succhiato' dalla draga Antigoon al largo del Poetto. La Procura non lavora sull'ipotesi che siano stati commessi errori di valutazione, perchè quelli sono ormai evidenti e non riguardano la magistratura penale. I pubblici ministeri puntano a verificare se nel corso delle procedure amministrative e nella fase esecutiva dell'intervento siano stati commessi reati, con un'attenzione particolare alle ipotesi di falso e di abuso d'ufficio.
Finora dalle audizioni dei dirigenti e dei funzionari non sarebbe emersa alcuna irregolarità. Come dire che se al Poetto è stato realizzato un disastro ambientale, dietro non sembra esserci alcuna violazione della legge. Stando alle risultanze giudiziarie, non sarebbe stato disatteso neppure l'appalto, perchè la gradualità dell'intervento _ da realizzarsi nell'arco di due anni, con diverse stazioni di ripascimento e monitoraggio _ sarebbe stata un obbligo da rispettare rigorosamente solo se la sabbia fosse stata prelevata dalle cave. La scelta di prenderla dal mare _ nonostante le forti perplessità espresse in più occasioni dagli stessi tecnici e anche dall'Ati Mantovani _ avrebbe in sostanza garantito una sorta di scorciatoia all'amministrazione provinciale, pressata dalle scadenze del finanziamento europeo. Intanto, riassorbita l'acqua che aveva sommerso la spiaggia dopo l'ultima mareggiata, l'arenile ha assunto un aspetto ancora peggiore delle previsioni: la sabbia grossa e scura si è come cementata, formando una sola grande distesa piatta che assomiglia a una discarica più che a un lido. La sabbia originaria, bianca e finissima, è ormai quasi del tutto sparita: al contrario di quanto i tecnici della Provincia prevedevano, è emersa la frazione più grossolana della sabbia, insieme a pietre e a frammenti di conchiglie. Lungo la battigia poi si è formato un rilievo che contribuisce a ridurre le possibilità di deflusso delle acque. Quello che appare ormai chiaro anche agli occhi dei più ottimisti è che la vecchia spiaggia del Poetto, quella che generazioni di cagliaritani hanno conosciuto, è definitivamente sparita. La Provincia guidata da Sandro Balletto e l'assessorato ai lavori pubblici condotto da Renzo Zirone hanno regalato alla città circa tre chilometri di costa adriatica, una spiaggia di colore grigio-marrone che peraltro sta perdendo gradualmente il solo aspetto positivo finora registrato: l'ampiezza. La linea della battigia è infatti arretrata di parecchi metri, la rotonda del Lido _ che quest'estate era inglobata nell'arenile _ è oggi molto più vicina alla riva. Se le prossime mareggiate e il lavoro incessante della natura produrranno nuovi effetti dello stesso tipo, nel giro di qualche anno si potrà affermare che l'intervento di ripascimento è stato non solo dannoso dal punto di vista estetico ma anche inutile sotto il profilo della funzionalità. Sarebbe davvero il colmo. Un'autentica beffa, che seguirebbe la sequenza ininterrotta _ e ancora in corso _ di informazioni contraddittorie sulla sorte della spiaggia, che per gli autori dell'intervento avrebbe già da mesi e mesi dovuto riassumere l'aspetto originario. C'era attesa per le mareggiate ed ora che la prima è arrivata i cagliaritani devono solo temere le prossime.
di M. L.