pubblicato da Il Sardegna 8 giugno 2009
Edicole, l'ex Marino e la Bussola
al Poetto i ruderi con vista sul mare
Litorale. Le struttura cadono a pezzi, bloccati sia i progetti di abbattimento che la ristrutturazione
Due mostri di cemento al
Poetto, uno nel litorale di Cagliari,
l'altro in quello quartese.
L'ex Marino e la Bussola. E poi ci
sono due edicole, vecchie e abbandonate,
tra i due centri. E
ancora: un ippodromo cantiere
aperto che funziona a mezzo
servizio. È il Poetto, o una sua
parte, così come si presenta agli
occhi dei bagnanti in quest'estate
2009. Eppure i progetti
per migliorarlo c'erano. Ma sono
rimasti sulla carta. Solo un
anno fa sembrava che il vecchio
ospedale dovesse diventare una
beauty farm. Ma il vincitore della
gara d'appalto si è tirato indietro
all'ultimo. «Non è un affare
conveniente», aveva detto.
Ora Gabriele Asunis, assessore
regionale all'Urbanistica, rilancia:
nuovo bando in autunno.
Quanto alla Bussola, il sindaco
di Quartu, Gigi Ruggeri, non
nasconde l'intenzione di abbatterla.
Ma non è così semplice.
"VIETATO L'INGRESSO ai non
addetti ai lavori", c'è scritto all'entrata.
Come se davvero
qualcuno ci lavorasse. Come se i
locali che un tempo ospitavano
un bar tabacchi e una sala giochi
non fossero diventati un deposito
di carcasse di elettrodomestici,
erba alta e rifiuti di
ogni genere. «Dovrebbe essere
buttata giù - dice Ruggeri - ma
non dipende da noi». La Bussola
è del demanio statale. Però
una soluzione ci sarebbe: «Potrei
emanare un'ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica». Ordinanza che andrebbe
studiata nei minimi dettagli
perché «potrebbe essere impugnata
e portata davanti al Tar.
Anche durante la Giunta Soru -
ricorda Ruggeri - non si riuscì a
far passare l'idea dell'abbattimento». Il problema Bussola
non compete al Comune, quindi.
ma i bagni, quelli sì: «In tutto
il lungomare, fino a Cagliari,
non c'è un bagno pubblico - si
lamenta il gestore del bar della
Marinella - e i turisti sono costretti
a venire da noi». «Stiamo
cercando di rimediare con una
convenzione con i chioschi in
corso di perfezionamento», dice
Ruggeri. Quanto al capitolo
ricciai: «La questione è ancora
in mano alla magistratura e non
penso che avranno la possibilità
di riaprire entro l'estate. Abbiamo
un progetto: al posto delle
vecchie strutture, una tipologia
standard, che ricorderebbe i
vecchi casotti». Molto più indietro,
non più a Quartu, ma a
Cagliari, un'altra struttura a
pezzi: l'ex ospedale Marino.
Nella scorsa legislatura era stato
lanciato un bando per la sua
trasformazione in una beauty
farm. Alla fine non se ne fece
nulla perché il vincitore dell'appalto
si tirò indietro a procedura
ultimata. «Forse la lentezza
dell'iter - dice ora l'assessore all'Urbanistica,
Gabriele Asunis - portò l'aggiudicatario a lasciar
perdere, anche per motivi di
mutato interesse economico.
Noi - continua - rilanceremo il
bando in autunno e cercheremo
di non ripetere gli errori della
Giunta che ci ha preceduto».
Come? «Condividendo il bando
con la Sovrintendenza, per accertare
da subito quali interventi
strutturali servono, così
eviteremo lungaggini». La destinazione
d'uso rimarrà la
stessa, cioè quella indicata nel
Puc: «Una funzione di tipo socio-sanitario ricollegata agli effetti
terapeutici del mare».
di Roberto Murgia