pubblicato da La Nuova Sardegna 8 giugno 2009
«Poetto, subito un progetto per il recupero»
Italia Nostra, Legambiente e Wwf chiedono che venga ripristinata la vecchia sabbia
Gli ambientalisti: «Gli enti locali interessati devono intervenire in modo concertato»
CAGLIARI. «Del Poetto e del ripristino della spiaggia con
la sua sabbia bianca nessuno parla più», lamenta Vincenzo
Tiana, responsabile regionale di Legambiente. «Giovedì scorso c'è
stato un incontro tra il presidente della Regione
Ugo Cappellacci e il sindaco Emilio Floris: si è parlato
di tanti problemi, ma nemmeno un cenno al ripristino
della sabbia, come se l'intervento devastante del 2002
non fosse mai esistito». A sette anni dal ripascimento, la
ferita del lungomare cagliaritano resta aperta come una
vicenda dimenticata o rimossa. E torna d'attualità solo
quando se ne interessa la magistratura.
«Prima delle elezioni regionali - sottolinea Tiana - si era
detto che del problema si sarebbe
parlato dopo. Ma ora tutto tace,
eppure esiste uno studio regionale,
fatto fare dall'allora assessore
all'Ambiente Tonino Dessì in cui si afferma che è possibile
intervenire, pur con estrema
attenzione. Ma quella ricerca
sembra ormai dimenticata».
Nel 2002 Legambiente, da subito,
era intervenuta per denunciare
l'anomalia di una sabbia
scura che difficilmente avrebbe
ripreso il colore bianco e la granulometria
originaria. E così è
stato. «Il Poetto era una spiaggia
unica nel suo genere - precisa
Maria Paola Morittu, responsabile
regionale di Italia
Nostra per i monumenti e il
paesaggio - e andava trattata
con un'attenzione particolare.
Invece è stata rovinata. L'immagine è completamente cambiata,
l'acqua ha perso il suo splendore
e la sabbia è diventata più
scura, di granulometria maggiore
e polverosa». In queso periodo,
continua Tiana, «noi di Legambiente
riceviamo continue
proteste per la spiaggia. Non è
vero che la popolazione siè dimenticata
di quello che è capitato.
In molti è ancora viva l'indignazione
e la volont. di cambiamento.
Per questo noi chiediamo
che le promesse fatte di un
intervento vengano mantenute».
In consiglio comunale, a più
riprese, diversi consiglieri dell'opposizione
(da Andrea Scano
e Marco Espa, entrambi Pd, a
Massimo Zedda, La Sinistra)
hanno chiesto che si predisponessero
dei fondi per alcuni interventi
campione o, almeno,
che si intervenisse nel settore
dunale per impedire che l'erosione
eolica continui a portare
via la sabbia.
Al di là delle promesse elettorali
che, «appunto, sono tali -
precisa Luca Pani, responsabile
regionale del Wwf D va ricordato
che ogni anno ci ritroviamo
a dire le stesse cose». Sembra,
insomma, che dopo la scottatura
del ripascimento del
2002, tutti abbiano paura di rimettere
mano sull'argomento. «Si tratta - prosegue Pinna -
di un intervento indubbiamente
difficile e complesso, che richiede
molta attenzione, ma
non per questo non possibile,
come dimostrato dalla relazione
degli esperti (e mi riferisco
allo studio commissionato dalla
Regione)».
La storia passata parla di
una sabbia che è stata depredata
per decenni, soprattutto nel
dopoguerra con asportazione
della sabbia sia dal litorale
emerso che da quello sommerso
(sino agli inizi degli anni Settanta)
con complicità (allora)
da parte di tutti gli organi dello
Stato. Un fatto che ha permesso
una rapina legalizzata di circa
due milioni di metri cubi di sabbia.
Con conseguente forte erosione.
L'idea del ripascimento
era nata a seguito di uno studio
fatto fare dopo la rimozione dei
casotti del 1986. Venne «fotografata» la situazione e si disse che
occorreva intervenire per frenare
il degrado prodotto dall'uomo
con un ripascimento. Solo
che, poi, da un progetto che prevedeva
un ripascimento con
sabbia di cava (e della durata di
due anni) si è passati a uno da
mare e con una modalità di intervento
da protezione civile e
tutto venne fatto in una settimana:
nel marzo del 2002 vennero
«sparate» sulla battigia 370mila
metri cubi di sabbia, che ha
cambiato il paesaggio del Poetto.
«Ora occorre un progetto di
intervento articolato - sottolinea
Pinna - che prenda in esame
tutto il sistema ecologico
dell'area: oltre al Poetto, le saline-Molentargius e colli di Sant'Elia
e della Sella Del Diavolo.
In questo quadro è possibile ipotizzare
anche un intervento di
ripristino della vecchia sabbia
del Poetto, tenendo però presente
che ogni venti anni circa le
correnti si riprendono quanto
immesso nella battigia. Ma per
fare questo bisogna che gli enti
interessati (dalla Regione alla
Provincia, ai Comuni dell'area)
si mettano attorno a un tavolo
e studino modalit. sperimentali
di ripascimento, correggibili
in corso d'opera». Intanto il
Poetto, per questo aspetto, sembra
diventato il figlio di un dio
minore. E i nuovi nati cominciano
a giocare nella spiaggia senza
sapere che un tempo c'era
una sabbia bianca e setosa...
di Roberto Paracchini