pubblicato da La Nuova sardegna 8 giugno 2004
"In Tunisia c'è la sabbia giusta per noi"
CAGLIARI. Giorgio Spiga non è rimasto con le mani in mano: in Tunisia, a vedere la sabbia giusta per il Poetto, ci è andato. E l'ha trovata: fine, bianchissima, granulometria variabile a seconda delle esigenze. Sabbia perfetta per ridare alla spiaggia il suo aspetto naturale.
C'è anche una stima dei costi: per portarne in città 500 mila metri cubi - il ripascimento in grigio è stato compiuto con 380 mila metri cubi - servirebbero 14 milioni di euro. Ma forse ne basterebbe meno, sempre che l'arenile venga preparato correttamente al secondo intervento.
"Ho preso contatto con l'ambasciata tunisina e mi sono fatto indirizzare ai proprietari delle cave - racconta Spiga - sono stati gentili e disponibili, mi hanno accompagnato a diversi giacimenti. Ho visto coi miei occhi, ho prelevato campioni di materiale e li ho analizzati. La scelta è vastissima, c'è sabbia di ogni tipo. Ne ho trovato anche più fine di quella vecchia del Poetto, si potrebbero fare miscelazioni, lavaggi, il costo del lavoro in Tunisia è piuttosto basso...". Il progetto è semplice ed è quello già ipotizzato a suo tempo dall'ex assessore provinciale ai lavori pubblici Giacomo Guadagnini: "Ho calcolato tutto, compreso il trasporto sulle navi - avverte il chimico - si potrebbe 'sputare' sull'arenile la nuova sabbia con lo stesso sistema usato dall'Antigoon, la draga noleggiata dall'impresa che ha lavorato per la Provincia. Solo che in questo caso verrebbe spruzzata sabbia dalle stive, senza perforare il fondale aspirando quel materiale argilloso e pieno di pietre che conosciamo".
L'intervento - secondo quest'ipotesi - avverrebbe in tre fasi: "Prima bisognerebbe scegliere un'area della spiaggia e prepararla al ripascimento, asportanto il materiale grigio. Poi la nuova sabbia verrebbe spalmata gradualmente sull'arenile. Il periodo ideale sarebbe il prossimo autunno. Avremmo un anno intero per monitorare l'esperimento, correggere eventuali imperfezioni, lavorarci sopra e fare analisi". Se tutto andasse bene, l'appuntamento col ripascimento-bis sarebbe fissato per l'autunno del 2005: "La sabbia grigia - spiega ancora Spiga - potrebbe essere rimossa e utilizzata per realizzare il cordone dunale, al suo posto andrebbe la nuova, bianchissima e fine. Il Poetto ritornerebbe ad essere quello di prima".
Vento, mareggiate, agenti naturali potrebbero portarne via anno dopo anno una parte, com'è sempre avvenuto: "Sarebbe normale - dice ancora Spiga - in tutto il mondo i ripascimenti artificiali vengono seguiti, c'è bisogno di una manutenzione periodica. Ma credo che ne valga la pena, il Poetto è un patrimonio enorme, anche dal punto di vista economico".
Anche stavolta Giorgio Spiga ha seguito le vie ufficiali per ribadire la sua proposta: una lettera all'assessore Giampaolo Marchi, che attraverso la Nuova Sardegna aveva indicato chiaramente quale fosse per lui la soluzione, l'acquisto di sabbia dall'Africa. La stessa lanciata da Spiga e ripresa dal Wwf.
Ma al di là delle volontà, c'è un problema economico: dei 15 milioni di euro finanziati dalla Protezione civile per il piano-Poetto la Provincia guidata da Sandro Balletto è stata costretta a restituire una buona parte, perchè i termini stabiliti dalle norme europee erano scaduti. Ora è in corso una vertenza davanti al tribunale civile tra l'amministrazione provinciale e l'associazione temporanea di imprese che ha realizzato i lavori della nuova litoranea e sulla spiaggia: mancherebbero all'appello molti miliardi legati a prestazioni non comprese nel capitolato d'appalto e a costi extra sostenuti dall'impresa. Insomma, per il Poetto s'è speso già molto, forse si dovrà spendere ancora in futuro e non sarà facile trovare quanto basta a rimediare agli errori commessi. La volontà di provarci - espressa da Marchi - è comunque una base di partenza.
L'ostacolo potrebbe essere ancora una volta di taglio elettorale: l'anno prossimo si vota per il Comune e per la Provincia, quando le urne sono vicine è ancora più difficile riconoscere gli errori commessi. Più probabile che lo spaventoso disastro della spiaggia venga ancora una volta riproposto come un grande risultato. Poi i cagliaritani giudicheranno.
di Mauro Lissia