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pubblicato da La Nuova Sardegna 8 giugno 2002

Diecimila cartoline di protesta


CAGLIARI. Oltre 10 mila cittadini, in poco più di un mese, hanno compilato la cartolina "Ridateci la spiaggia bianca del Poetto". Risposta positiva all'iniziativa promossa da Legambiente per ottenere un responso da parte dei bagnanti sull'esito del controverso ripascimento della spiaggia dei cagliaritani. Tutti i firmatari hanno, in pratica, condiviso la richiesta dell'associazione ambientalista fatta al presidente della Provincia, Sandro Balletto, acchè "in tempi brevi sia messa in atto ogni opera per il ripristino del paesaggio del Poetto". I firmatari rivendicano "con forza il diritto alla restituzione di un bene che non può essere sottratto dall'avventatezza dell'uomo". Lo ha reso noto ieri mattina il presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana, nell'annunciare l'imminente consegna delle cartoline agli amministratori e l'avvio di una serie di iniziative nei confronti delle istituzioni regionali per chiedere risposte "sull'alterazione del paesaggio".


"Bisogna avviare una battaglia legale"


di Umberto Allegretti Ordinario di Diritto amministrativo nell'università di Firenze

Da cagliaritano residente fuori, ma che tornando a Cagliari diverse volte all'anno osserva progressi, problemi e guasti della città, sono rimasto atterrito, in due visite al Poetto nel corso dell'ultimo mese, dalla gravità dello sconvolgimento ambientale perpetrato. Si è in presenza di un vero e proprio riempimento in mare, che richiama quello che ho potuto osservare durante una visita tecnica ai lavori di uno dei nuovi aeroporti di Tokio, e non certo del delicato ripascimaneo d'una spiaggia di pregio. Le dimensioni senza misura dell'intervento, la sua mancanza di aderenza agli equilibri naturali e ai valori estetici e d'uso, l'evidente carenza di studio scientifico e di sperimentazione attenta e necessariamente graduale, provengono da un'idea che si credeva superata, di dominio incontrollato della natura, guidata da probabili interessi economici non confessati, e non certo dal rispetto dovuto all'ambiente, all'estetica e alla storia dell'area e al suo significato sociale. Turba gravemente che, per effettuarlo, si sia passati sopra ogni procedura legale, tra cui primaria la necessità, prescritta dalle norme vigenti, di espletare la procedura di impatto ambientale con tutto ciò che essa comporta. Penso che pertanto la cittadinanza cagliaritana debba avviare una giusta battaglia legale, oltreché d'opinione, per riaffermare la legalità e otterne la rimessione in pristino della spiaggia.