pubblicato da L'Unione Sarda 8 giugno 2002
«Promesse vane, la sabbia è scura»
Legambiente: a tre mesi dal ripascimento non è sbiancata
Sopra il Poetto il cielo è color sabbia, la sabbia invece - sorpresa - è bianchissima e finissima, bella come ai tempi belli. Il miracolo è avvenuto in una notte : dove
per tre mesi hanno fallito sole, mare e pioggia, hanno ayuto successo le ruspe. Quarta fermata, ore dieci di ieri mattina. Arriva Legambiente, con undicimila
cartoline
anti ripasciemnto indirizzate al presidente della Provincia Sandro Balletto. «Risateci la spiaggia biana», c'è scritto. Ma è già bianca, tutta tranne l'ultima fetta sul mare.
Merito, se è merito, di tre ruspe che nella notte hanno sbuffato per ore proprio nel punto in cui Legamniente aveva annunciato la verifica di ieri. «Hanno sparso la vecchia sabbia presa dai cumuli sul bordo della strada», denuncia Vincenzo Tiana, presidente del gruppo ambientalista.
In effetti, alle 23 e 30 di giovedì i cumuli c'erano. Il mattino dopo non più.
Le ruspe hanno steso un velo di cipria candida per dare più luce al volto del Poetto. Tiana non crede al caso. Teme una manovra per condizionare il giudizio sulla spiaggia. Però è una coperta corta: dove finisce la parte più chiara è stridente
il contrasto con gli ultimi metri di rena grossa e scura.
Il processo al ripascimento si svolge a tre mesi dal suo inizio: l'8 marzo la draga Antigoon sputò davanti all'ospedale marino i primi metri cubi prelevati dal fondale.
Si vede subito che la sabbia era nera: «Dopo due giorni abbiamo chiesto di sospendere i lavori», ricorda Tiana, «ma Balletto promise che la sabbia sarebbe sbiancata in un paio di mesi». ora
è il momento di chiedere conto di quella promessa. «Sicuramente Balletto ci credeva davvero. Quindi suppongo che il risultato sia una brutta sorpresa anche per lui». Perché il verdetto del sopralluogo è chairo: la sabbia non è sbiancata.
A dirlo, con Tiana, c'è una giuria composita che comprende, per esempio, l'archeologo Giovanni Lilliu, che va giù duro: «Quello del Poetto è un grosso imbroglio. L'ultimo imbriglio
è avvenuto stanotte, quando hanno steso un manto di sabbia bianca su quella scura versata da poco». L'ennesimo affronto, dice Lilliu, ai beni ambientali e culturali di Cagliari, dopo quelli consumati a Santa Gilla,
Molentargius, Is Arenas, Tuvixeddu.
Più tecnico il commento di Alberto Marcello, geologo della facoltà di Ingegneria: «Il colore difficilmente cambierà. Sono i solfuri quelli che, ossidandosi, possono schiarire: ma dalle analisi che abbiamo fatto
si vede che la percentuale di solfuri è minima». Giudizio sospeso, ma comunque assai perplesso, sulla spruzzata di sabbia "vecchia" su quella "nuova": «Oggi la spiaggia ha un aspetto migliore, ma bisogna vedere quanto dura. Non
so se sia stata la scelta migliore: le mareggiate probabilmente porteranno via proprio la sabbia chiara, che è più leggera».
Altrettanto severo il responso di un altro scienziato, l'ingegnere chimico Gianpaolo Mura: «Non sbiancherà. Hanno detto che l'acido nitrico la schiarisce: è vero, ma il processo di ossidazione naturale per effetto degli agenti atmosferici non ha
nessuna somiglianza col trattamento a base di acido». Ma è già tempo di pensare al futuro, ai possibili rimedi per quello che il consigliere regionale diessino Giampiero Pinna definisce «un disastro ecologico».
Si parta da quelle undicimila cartoline (o poco meno) firmate da cittadini di Cagliari e non solo. «Le consegneremo al presidente Balletto», annuncia Vincenzo Tiana, «ma per ora non ci ha ricevuto». Serviranno a chiedere nuovi progetti, preceduti da studi adeguati e non frettolosi,
per ripristinare l'ambiente violato. Marina Valdes, consigliere provinciale della Margherita, accusa: «In Provincia sapevano benissimo che la sabbia sarebbe stata diversa».
Ma l'appello, in realtà, più che alla Provincia è rivolto alla Regione, competente in materia d'ambiente e colpevole di «silenzi assordanti», secondo le parole di Rossano Caddeo, senatore Ds. Umberto allegretti, giurista dell'università di Firenze,
ipotizza: «Se c'erano emergenze di protezione civile, la Provincia potrebbe aver commesso un eccesso di potere. E comunque credo che la valutazione d'impatto ambientale fosse necessaria».
di Giuseppe Meloni