pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 dicembre 2002
La sabbia? Incompatibile
Poetto, nuovo allarme lanciato dal ds Maurandi
"Ministro, più attenzione"
CAGLIARI. La relazione dell'università di Parma sulla qualità della sabbia riversata al Poetto ha provocato l'effetto contrario: anziché rassicurare gli animi, ha fatto ripartire la protesta e le richieste di attenzione rivolte al ministero dell'Ambiente. Se è vero infatti che quel tipo di sabbia è "di buon livello" in assoluto, i ricercatori di Parma incaricati dal Governo e guidati dal professor Valloni non hanno chiarito che si tratta di sabbia completamente diversa da quella originaria. A dimostrarlo inoppugnabilmente _ al di là delle parole _ sono proprio le analisi petrografiche e granulometriche, in tutto simili a quelle di chi _ fin dai primi giorni del ripascimento _ aveva sostenuto l'incompatibilità del materiale usato. I componenti chimici _ ha sostenuto fra gli altri il consigliere della Margherita, Remigio Cabras _ risultano ben lontani dagli standard indicati nell'appalto, talmente lontani da rendere la sabbia utilizzata assolutamente incompatibile con quella che i cagliaritani hanno sempre conosciuto. D'altro canto è sufficiente un'occhiata per trovare conferma di una situazione che le mareggiate hanno trasformato in un completo disastro ambientale. A distanza di una settimana dalla mareggiata l'acqua non è ancora defluita e la spiaggia è ancora disseminata di grandi pozze. Il colore è inquietante. A chiedere un nuovo intervento del ministro dell'ambiente Altero Matteoli è il parlamentare dei Ds, Pietro Maurandi: "La ricerca effettuata dall'Università di Parma sulla sabbia del Poetto _ scrive Maurandi _ su commissione ddel ministero dell'Ambiente, si fonda su presupposti sbagliati". Maurandi sostiene che la relazione degli esperti non tiene conto delle caratteristiche della sabbia originaria e sollecita interventi correttivi, da concordare con la Regione, e iniziative per valutare con precisione "il danno e la responsabilità". Come già sostenuto in un'interrogazione parlamentare, firmata insieme al collega Antonello Cabras, secondo Maurandi bisogna riconoscere che proprio la mancata corrispondenza di caratteri tra la sabbia originaria e quella prevista dal capitolato d'appalto da una parte e i materiali utilizzati nell'intervento dall'altra, si origina il disastro ambientale: "Quando ci si accinge a stabilire parametri di valutazione sulla nuova sabbia _ scrive ancora Maurandi _ non è tanto importante constatare che il materiale utilizzato per il ripascimento sia di buon livello qualitativo, quanto riconoscere la sua difformità dalla sabbia preesistente e soprattutto da quella prevista dalla prescrizioni del capitolato d'appalto che, si ricorda, prevedeva il prelievo di sabbia di cava dalle caratteristiche granulometriche e chimiche simili a quella bianca e finissima, che ormai è solo un ricordo".