Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 luglio 2009

Parco di Molentargius, manca il collaudo


Il sistema filtro non è stato certificato e questo impedisce il passaggio ai gestori

CAGLIARI. Nel ginepraio di competenze di Molentargius spunta il fatto che il sistema filtro per la depurazione delle acque non è stato ancora collaudato. Lo dovrebbe fare il consorzio Ramsar (che ha condotto i lavori di recupero del sistema umido), ma non lo ha ancora realizzato in quanto sostiene che il funzionamento non è adeguato (la quantià d’acqua filtrata al secondo sarebbe minore del dovuto). Morale della favola: un altro problema in più che impedisce il passaggio formale completo del compendio al consorzio di gestione del parco. Ma il groviglio è ancora più complesso: c’è ad esempio l’acquisizione delle proprietà immobiliari e di alcuni terreni dai Monopoli di Stato alla Regione. Atto già firmato ma l’iter burocratico non è concluso. Si doveva, ad esempio, fare una permuta per permettere la consegna alla Regione dell’ex direzione delle saline. Mentre ancora adesso vi sono nello stabile parte degli uffici dei Monopoli. Nello stesso tempo non è ancora stato definito il piano del parco. In più: il consorzio dovrà fare il bando per un nuovo direttore generale visto che l’attuale, Mariano Mariani, è stato nominato capo di gabinetto della presidenza della Regione.
In parallelo «occorrono investimenti ingenti per intervenire sugli argini - precisa Gigi Ruggeri, sindaco di Quartu e presidente del consorzio per la gestione del parco - altrimenti si accentueranno i problemi per la nidificazione dell’avifauna e per le stesse saline». Da diversi mesi gli ambientalisti hanno sollevato l’allarme chiedendo che si avvii la produzione del sale come condizione indispensabile per avere un compendio in buona salute (che comprende anche gli argini).
Su questo aspetto il presidente Ruggeri è ottimista: «Il nuovo assessore agli Enti locali - afferma - è Gabriele Asunis che, in precedenza, si stava intreressando della questione come dirigente regionale. Il suo nuovo incarico ha comportato un naturale rallentamento. Ma c’è una convergenza di intenti». Il consorzio di gestione chiede da tempo che si avvii il processo di raccolta del sale con una «prima fase - spiega Ruggeri - condotta dal parco in quanto lo scopo prevalente è quello ecologico e non economico». Solo in una seconda fase la gestione potrebbe essere affidata a un esterno con un bando apposito. «Noi abbiamo sempre spiegato - continua Ruggeri - che il nostro interesse è di carattere ambientale e non commerciale».