pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 giugno 2003
«Zirone? E' come Wanna Marchi»
CAGLIARI. Ormai Renzo Zirone è la Wanna Marchi della Provincia, parla e straparla, poi i risultati si vedono dopo: ad affibbiargli l’inedita patente di televenditore è Marina Valdes, consigliere provinciale della Margherita. Che poi ha aggiunto: «Stavolta però forse riusciremo a liberarcene, sento aria di ‘licenziamento’...». I nuovi siluri sono partiti nel corso dell’ennesima conferenza stampa convocata da alcuni gruppi dell’opposizione dopo l’uscita di Zirone - subito ritrattata e in precedenza smantita da Balletto - su un possibile ripascimento-bis della spiaggia grigia con la sabbia delle saline. Il primo a bocciare senz’appello l’idea è stato il presidente Sandro Balletto, all’indomani dell’ultima esternazione dell’assessore. A ruota, hanno seguito consiglieri comunali e ambientalisti. D’accordo su due cose: la prima è che stendere una ‘copertina’ di sabbia bianca su quella grigia è un progetto folle, come lo stesso Zirone ha riconosciuto. La seconda è che il compito della Provincia è finito col ripascimento e la nuova litoranea: ora è il Comune che deve occuparsene. Zirone invece annuncia ulteriore impegno e sonda ipotesi per rimediare al disastro, nell’attesa che la sabbia - ormai ci crede solo lui - diventi bianca. Ma ormai non è più solo una questione di colore della sabbia, dicono i consiglieri Giulio Matzeu (Ds), Marina Valdes e Remigio Cabras (La Margherita). Al contrario si tratta di tutelare l’equilibrio biologico seriamente compromesso: «Zirone smentisce quotidianamente se stesso - osserva Matzeu - ecco perchè noi proponiamo di bloccarci un attimo e fare il punto della situazione, per poi decidere eventualmente altri interventi, pulizia compresa. Serve una conferenza di servizi che faccia il punto non solo sul colore della sabbia dopo il ripascimento, ma sull’equilibrio del mare pericolosamente alterato. A Zirone consigliamo di non avventurarsi in ulteriori affermazioni, perchè ormai anche il suo presidente Balletto lo sta smentendo». Smentite o no, la misura sembra davvero colma. Fra esperti e sedicenti tali è un inseguirsi di proposte, fra le quali s’inseriscono dirigenti, tecnici, chiunque abbia un’idea acquista diritto di parola. E’ una rincorsa a rimediare al danno, che la giunta provinciale di centro-destra potrebbe pagare caro alle prossime elezioni. Un timore condiviso dall’amministrazione comunale. Marina Valdes ha sottolineato infatti che «finalmente il sindaco di Cagliari si è reso conto della situazione e ha preso le distanze da Zirone. Purtroppo però il Poetto è rovinato. Sì, potranno metterci sabbia più chiara, ma servirebbe solo a far dire ai cagliaritani, per non più di uno o due mesi, che la sabbia è migliorata, ma non si risolverà il problema. Credo che ormai ogni prospettiva turistica sia sfumata. Di Molentargius non si parla più, la situazione è compromessa». I fatti parlano da soli. La soluzione doveva arrivare dopo tre-quattro mesi, poi con le mareggiate invernali, infine con le ultime grigliature della sabbia. E’ passato un anno e la spiaggia è peggiorata: i residui di sabbia bianca volano via, non c’è il cordone dunale previsto dal progetto («lo faremo» ha annunciato Zirone) e l’arenile s’è trasformato in una piattaforma ruvida. A che cosa servirebbe dunque intervenire ancora? «Per immettere nuova sabbia sul litorale - ha detto Remigio Cabras - i cagliaritani debbano sopportare il passaggio di 400 camion al giorno per due settimane sulla strada che costeggia il Poetto, sarebbe una cosa veramente devastante, impensabile. Vogliono portare 28 mila metri cubi di sabbia delle saline al Poetto, ma anche quella sabbia va trattata come quella di cava, a cominciare dal lavaggio. Fra l’altro, quest’anno si spenderanno altri 22 mila euro per portare via le pietre dal litorale, invece doveva essere una spesa già compresa nel primo intervento. E poi - ha concluso - Zirone dovrà spiegarci se non si è reso responsabile di distrazione dei fondi pubblici nel momento in cui utilizza i cantonieri sulla strada del Poetto, cantonieri che dovevano diventare poliziotti e invece ha trasformato in spazzini. Zirone si fermi un attimo: meglio che, invece di parlare, cominci a riflettere».
di Mauro Lissia
Legambiente: «Basta con le improvvisazioni»
CAGLIARI. Il progetto di spargere sull’arenile del Poetto uno strato di sabbia bianca «e’ l’evidente ammissione che la sabbia proveniente dal ripascimento è rimasta scura e grossolana e tale rimarrà per tantissimo tempo»: e’ l’osservazione contenuta in una nota di Legambiente, diffusa ieri mattina. L’associazione ambientalista respinge decisamente il progetto - poi smentito - esposto da Zirone in perquesti giorni per diversi motivi: «E’ evidente - è scritto nella nota - che aspirare sabbia accumulata davanti all’idrovora delle saline provocherebbe un impatto notevole sull’equilibrio dei fondali». Secondo Legambiente andrebbe invece «valutata l’ipotesi di prelevare dalle vasche delle saline limitrofe al litorale la sabbia trasportata dal vento in decine di anni e che, con opportuni trattamenti di lavaggio, potrebbe tornare alla sede originaria, ripristinare i fondali delle vasche delle saline e non provocare ulteriori impatti. E’ chiaro che questa eventualità va inquadrata in un progetto più ampio di assetto del litorale». La proposta di Legambiente è però un’altra: considerata la situazione attuale - sabbia diversa, improvvisazione, progetti estemporanei - e l’urgenza di definire la fascia di separazione tra la strada e l’arenile in modo ecocompatibile «si chiede ai comuni e alla Regione di porre termine a una serie estemporanea di interventi per avviare con urgenza un progetto organico di riqualificazione ambientale e paesaggistica, utile a correggere gli errori dell’intervento di ripascimento». Un modo come un altro per consigliare a Zirone di fermarsi qui prima di fare altri danni.