Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da L'Unione Sarda il 7 aprile 2004

Poetto, la sabbia vola via
Dune contro l'erosione


Problema (vecchio): come evitare che il vento soffi via la sabbia del Poetto e lo riporti a una strisciolina di sabbia? Risposta (di ieri mattina): creando delle dune. Vale a dire conficcando nell’arenile delle staccionate sulle quali i granelli si ammonticchieranno: quando ci crescerà sopra un po’ di vegetazione saranno le radici a rendere stabili le dune. È il progetto presentato ieri dalla Provincia di Cagliari: 300 mila euro la spesa prevista, quattro-cinque anni il tempo necessario, ottobre 2004 la possibile data d’avvio dei lavori, prudente se non prudentissimo il metodo scelto da Palazzo Regio per procedere da ieri in poi. L’esperienza del ripascimento in questo senso non è stata inutile: la Provincia ha intenzione di muoversi con cautela e di assicurarsi il massimo consenso possibile prima di mettere nuovamente mano alla spiaggia di Cagliari, per evitare di essere bersagliata dalle critiche com’è avvenuto negli ultimi due anni, dopo che dalla draga Antigoon si rovesciò una colata di sabbia brunastra sull’arenile per ampliarlo e ispessirlo. La prima dimostrazione di questo nuovo corso di prudenza e concertazione è arrivata proprio ieri: Il progetto è stato esposto al sindaco di Cagliari, al professor Antonio Vernier della facoltà di Ingegneria, alla commissione provinciale di monitoraggio e a tre associazioni ambientaliste: Wwf, Legambiente e Fare Verde. E se quest’ultima si è espressa con una certa indulgenza sul ripascimento (politicamente comprensibile, visto che i suoi dirigenti sono di area centrodestra come l’amministrazione provinciale) le prime due sigle hanno sempre detto la loro senza peli sulla lingua sull’operato del presidente Sandro Balletto e dell’assessore Renzo Zirone. A raccontare le dune del futuro è stato il geologo Salvatore Pistis: si tratterebbe di sistemare delle palizzate in legno di un metro e 20 centimetri, confisse per mezzo metro nel suolo, per poi incoraggiare la formazione delle dune con la sabbia recuperata nel canale delle Saline.


«Subito le opere più urgenti»


Le associazioni ambientaliste chiedono tempo per approfondire il progetto ma non lo bocciano a priori. Ieri mattina Legambiente, Wwf e Fare Verde sino sono dati appuntamento con l’amministrazione provinciale al prossimo tavolo di confronto per esprimere un parere approfondito sulle dune antivento. Le caratteristiche dell’intervento (nessun mezzo meccanico impiegato, materiali come il legno o l’incannicciato, i tempi lunghi) in linea di massima sembrano rassicurare abbastanza gli ecologisti, che però hanno almeno due obiezioni di fondo. La prima, come spiegavano ieri Luca Pinna (Wwf) e Vincenzo Tiana (Legambiente), è che il progetto era stato già indicato cinque anni fa dal governo, e quindi verrebbe attuato in ritardo e su una spiaggia che nel frattempo è stata stravolta profondamente. «Si ritiene assolutamente insufficiente - dice una nota delle due associazioni - ricorrere a barriere di protezione della sabbia che non ha più le caratteristiche chimiche originarie, né quelle granulometriche che le rendevano vulnerabili all’azione eolica». Non è come dire che si vuol chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, ma quasi. In ogni caso, aggiungono Legambiente e Wwf, per l’immediato la Provincia dovrebbe mettere mano a interventi correttivi immediati, in particolare eliminando la sabbia più grossa e scura che potrebbe essere poi usata per costituire le dune. Di tutt’altro avviso i rappresentanti di Fare Verde, che ure si riservano di promuovere le dune dopo un esame più attento: «Immaginiamo - ha detto Simone Spiga - che cosa sarebbe rimasto del Poetto, se non ci fosse stato il ripascimento, dopo le violente mareggiate di questi mesi».