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pubblicato da La Nuova sardegna il 7 aprile 2004

La Provincia va avanti: dopo il disastro, le dune


CAGLIARI. Ricordate? La sabbia fine emergerà fino alla superficie dell'arenile, quella grossa giù, scomparirà alla vista. Per ristabilire l'equilibrio alterato della spiaggia basterà qualche mareggiata. Più grande sarà la forza del mare, più rapido sarà il ritorno alla normalità. Lo dicevano i tecnici della Provincia, lo ripeteva l'assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone. Sono passati due anni ed ora la realtà si ribalta: la sabbia grossa s'è inghiottita quella fine, il mare ha completato il danno. Parole di Paolo Orrù, consulente di Zirone e docente a Scienze della Terra. Presentando il piano per le dune a una ristretta platea di invitati, Orrù s'è rimangiato due anni di fole per ammettere che qualcosa al Poetto non è andata per il verso giusto.
Basterebbe questo per suggerire a questa gente di andarsene a casa, magari di cambiare mestiere. Basterebbe dare un'occhiata alla spiaggia, al disastro compiuto e poi difeso con una sequenza ininterrotta di menzogne per chiedere alla compagnia Zirone di occuparsi d'altro. Invece i rappresentanti del Comune, della Regione, dell'Università e tre associazioni 'selezionate' - Wwf, Legambiente e Fare Verde - hanno dovuto sorbirsi un'altra lezione da questi personaggi su come si fa il Poetto e un altro progettino per realizzare il cordone dunale. E' accaduto ieri mattina, in una sala del palazzo Viceregio, con il presidente Sandro Balletto impegnato a rintuzzare qualsiasi tentativo di criticare quanto è stato fatto: "Siamo qui per parlare delle dune, non del ripascimento".
Luca Pinna (Wwf) e Vincenzo Tiana (Legambiente) hanno provato a spiegargli che ripascimento e dune sono la stessa cosa, fanno parte dello stesso piano, rappresentano un ecosistema dinamico che oggi è malato, forse in modo irreversibile. Niente da fare: i tecnici chiedono una risposta, un assenso all'ultima iniziativa per il Poetto. Si va avanti malgrado tutto, le figuracce e i disastri non hanno insegnato nulla.
Ecco l'ipotesi presa in considerazione nel progetto. Costo stimato circa 315 mila euro, prevede la realizzazione di un cordone dunale che dalla prima fermata e fino all'ospedale Marino dovrebbe agire da barriera contro la dispersione della sabbia sul lato strada. Le dune, che raggiungeranno un'altezza massima di un metro e venti centimetri, saranno protette da una recinzione e da uno sbarramento di predune sistemate davanti al cordone. Con l'ok di Comune, Regione e ambientalisti le ruspe entrerebbero in azione a settembre, dopo la stagione balneare. C'è un mese di tempo per esaminare il progetto e valutarlo, proponendo suggerimenti e modifiche.
"Effettueremo un esame tecnico con i nostri uffici - ha detto il responsabile regionale di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana al termine dell'incontro - perchè rappresenta anche l'occasione per proporre interventi correttivi sull'intera spiaggia".
Quasi rassegnato Luca Pinna del Wwf: "C'è una spiaggia che s'allaga ad ogni pioggia perchè la sabbia è ricca di sostanze argillose, c'è un problema di colore... più che di dune bisognerebbe parlare di rimedi a quello che è stato fatto. Comunque vedremo il progetto e cercheremo di dare un contributo per correggere gli errori commessi". Nessun parere è stato chiesto invece - Pinna l'ha sottolineato con rammarico - a Italia Nostra, agli Amici della Terra e al Gruppo di intervento giuridico. Balletto ha chiarito di aver voluto invitare le associazioni ambientaliste "più rappresentative". Che cosa rappresenti Fare Verde - a parte Alleanza nazionale - non è stato spiegato.
Qualche dato, fornito dalla Provincia. Ogni anno il vento porta via circa diecimila metri cubi di sabbia. L'intervento-dune era previsto fin dal 1999, il ritardo è dovuto a un contenzioso miliardario fra l'amministrazione e l'impresa Mantovani che ha realizzato il ripascimento, contenzioso oggi all'esame del tribunale civile. "Negli anni - ha osservato il geologo della Provincia Salvatore Pistis - il sistema dunale dovrà essere tenuto sotto continuo controllo. Il sindaco ha chiesto un intervento graduale, in modo da verificarne gli effetti, e ha annunciato che il Comune procederà al rifacimento del lungomare con interventi per circa sette milioni e mezzo di euro che seguiranno la realizzazione del sistema dunale".