pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 aprile 2002
Assalto alla spiaggia perduta
Si ripete nel fine settimana il pellegrinaggio sull'arenile
Le due facce della stessa medaglia. Inutile girare intorno al problema, il Poetto _ così come è stato trasformato _ è brutto: ad un mese dal ripascimento che avrebbe dovuto frenare l'erosione e dare il via alla ricostituzione del sistema dunale appare, il rimedio appare peggiore del male. Basta fare una passeggiata dal vecchio ospedale Marino (dove a metà marzo sono iniziati i getti di sabbia dalla nave Antigoon) alla prima fermata, poco più avanti di Marina Piccola dove il giorno prima di Pasqua sono terminate tutte le operazioni. Tutte le più pessimistiche previsioni sembrano confermate e la spiaggia dei centomila (chissà se quest'anno potrà fregiarsi nuovamente di questo "titolo") appare ferita come e peggio di quello che il suo peggior nemico potesse prevedere. Il litorale è stato allargato di una cinquantina di metri e le mareggiate di questi igorni ne hanno rimangiato soltanto un poco: diciamo una decina di metri, al posto dei venti-venticinque che gli esperti avevano annunciato che sarebbero scomparsi nel gioro di qualche giorno. E davvero non si sa quale ruolo ha avuto la pioggia in questo cambiamento: se cioè la cose tra qualche giorno ritorneranno come alla fine del periodo di ripascimento. Di certo è scomparso quel gradino che faceva l'acqua subito alta (un metro come minimo) e avrebbe creato problemi in serier ai bagnanti. Se le cose fossero rimaste come sino a una decina di giorni fa, la mamme la prossima estate avrebbero dovuto davvero avere molta cura di far fare il bagno ai loro bambini e controllarli con attenzione: i rischi di qualche "bevuta" (per non dire altro) sarebbero stati moltiplicati per cento. Ora inveec si nota quaclosa di meglio ma è ancora troppo poco per gridare al miracolo: le onde si infrangono sempre con eccessiva violenza sul nuovo limitare dela spiaggia verso il mare, niente a che veder con il suono delicato che si poteva sentire sino ad un paio di mesi fa, anche in condizioni di mare difficili. Non c'è bisogno di essere frequentatori del Poetto da decenni per dire che quella sensazione, in queste condizioni, non ritoreranno. Ma se le mareggiate e la pioggia hanno fatto arretrare di qualche metro l'arenile (ma è tutto da vedere appunto se il risultato è definitivo oppure no) non sono scomparse quelle pozze d'acqua che fanno bella mostra (si fa per dire) tra le vecchia sabbia che è stata accumulata vicino alla strada e ai baretti e la nuova sabbia grigiastra che è stata portata con la draga. Basta dare un'occhiata alla quinta, poco prima del curvone che porta all'ospedale Marino. Una specie di lago impedisce di passare a chi vuole avventurarsi verso i cinquanta metri del nuovo litorale. "Ma l'acqua si riassorbirà", hanno promesso i tecnici. Nessuno ha specificato come e quando. L'effetto è spiacevole e davvero poche zone del ripascimento ono prive di quelle pozze. E la sabbia? Non è cambiato molto, nonostante il gran sole dei giorni prima di Pasqua. Il colore nero è passato rapidamente ad un grigio un po' meno carico ma l'effetto è ugualmente sgradevole: ormai è chiaro che la soluzione per rendere meno grave le situazione sarà cercata magari mischiando i due tipi di sabbia (giacchè di due tipi diversi di sabbia si tratta) ma il bianco del vecchio Poetto resterà purtroppo un ricordo. Per non parlare della granulosità, della grossezza della sabbia: ha ragioen il professor Valera, docente di giacimenti minerani all'universtà, la draga ha preso un tipo di sabbia che di certo è rimasta in fondo al mare per centinaia e centinaia di anni (la giustificazione trovata dagli amministratori per chiarire il perchè del cambiamento di colore) ma anche una composizione diversa, con solfuri in quantità. Si va incontro ad un' estate bollente: provate ad immaginare con i trenta gradi di luglio e agosto che cosa sarà per chi si reca al mare senza zocoletti e giapponesine. Come minimo si rischierà una scottatura dei piedi. La promessa è che qualcosa cambierà quando verrà fatta la grigliatura della sabbia, quando le ruspe spianeranno il nuovo litorale e quando verrò completata la pulizia. Per il momento tutti raccolgono conchiglie bellissime e molto grosse, pietre di varie dimensioni, pezzi di plastica e lattine, per non parlare delle bombe. Colore grigio, consistenza grossolanza, sporcizia. Eppure ci sono zome del Poetto dove si vede anche di peggio: quando mai si è vista la Rotonda del Lido che sta in mezzo alla sabbia (grigia) e non al mare? E quando mai si sono visti cumuli di sabbaitr grigia dalle parti del D'Aquila? Chi vende le tessere per la cabime e gli sdrai negli stabilimenti è contento. Beati loro. Alla prima, che continua a restare regno degli oreri che all'ora di pranzo vogliono prendere un po' di sole e mangiare qualcosa, hanno paura che la situazione sarà tra qualche mese persino peggiore. La maggioranza di quelli che hanno dato uno sguardo al Poetto nel periodo post-ripascimento è concorde nel dire che niente ritornerà come prima e che per avere la vecchia sabbia occorreranno decenni. Scommettiamo?