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pubblicato da L'Unione Sarda il 7 aprile 2002

Il presidente della Provincia approva il ripascimento: «Ma fra 30 anni è tutto da rifare»


Balletto: se salvo la spiaggia mi candido alla Regione

Sul Poetto si giocano le candidature per le prossime elezioni regionali? Non credo e io comunque sto bene dove sono. Credo che il candidato ufficiale di Forza Italia possa essere solo Emilio Floris, non vedo altri nomi all'orizzonte. Però, se il caso Poetto andasse bene, ci potrei pensare".
Tardo pomeriggio, palazzo della Provincia in viale Ciusa, poltrone di pelle rossa, tendaggi pesanti. Nella stanza del presidente arriva soffocata - ma arriva - l'eco di una riunione di gruppo evidentemente travagliata. Sandro Balletto, 57 anni, due figlie, dottore commercialista dal '71, in politica dal 2000 quando vinse lo scontro con Nicola Scano, rassicura: "È sempre così".
Partiamo dalla fine: al Poetto è tutto in regola?
"Secondo noi sì, sulla base delle risultanze del comitato scientifico sul quale ci appoggiamo. Siamo politici e dobbiamo credere al comitato scientifico.
C'è stato qualche errore?
"Provo a spiegare la scelta: prima di fare il ripascimento, ho voluto sentire 10 volte il comitato scientifico, mi sono fatto portare i campioni, le analisi, la granulometria, tempi e modi, le zone interessate. Tutto. Non mi butto in un'impresa del genere se non mi assicurano il risultato".
Perché non è stato rispettato il capitolato d'appalto?
"Questo lo dite voi, l'abbiamo rispettato in pieno. Ricapitoliamo: le due società, Condotte e Mantovani, propongono l'una sabbia di cava, l'altra di mare.Vince la Mantovani, la Condotte arriva seconda. Il comitato scientifico ci dice che la sabbia di cava è inadatta".
Forse è meglio non entrare nella disputa.
"Ma da lì arriviamo al capitolato. Il comitato scientifico ci dice che nessuna sabbia di cava è come quella del Poetto. L'unica soluzione è quella di mare".
Torniamo al capitolato.
"Il ripascimento è graduale perché il Poetto ha bisogno di due milioni di metri cubi, qui ne sono stati buttati 370.000. Se avessimo usato la sabbia di cava ci sarebbero stati 37mila camion in giro. E comunque, le prove granulometriche hanno sconsigliato".
Dalle cave al mare: perché?
"Il professor Ulzega, uno degli scienziati che seguono questo progetto, ci spiegò che le cave tutte insieme non bastavano neanche per il primo ripascimento di 370mila metri cubi. E poi (Balletto prende un pugno di caramelle da un vassoio sul tavolino ndc): se prendo, prendo fine e grosso".
Parla della draga?
"Certo. La draga in mare non può prendere solo quarzo. Se vai al Poetto e scavi, vedi che le granulometria man mano che sali diventano più fini. Non come ho sentito dire da qualcuno in tv perché la sabbia fine vola. I tecnici del comitato scientifico mi dicono che la sabbia è nera perché viene da un fondale di 45 metri. Sole, vento, ossigeno e il mare la faranno diventare chiara. Loro dicono in qualche mese, massimo un anno il colore della sabbia sarà come l'originale. Questa è una verità cui ho creduto e politicamente mi sono appeso a questa verità.
Il capitolato sottolinea che la sabbia del Poetto non è tutta uguale e prevede colori e granulometrie diverse a seconda delle zone.
"Abbiamo buttato sabbia tutta uguale, tutta quarzi. La sabbia è la stessa del Poetto di 8500 anni fa quando era più largo di sei chilometri".
E di che colore era la sabbia 8500 anni fa?
"Quella bianca e sottile era sopra, la grigiastra e grossa sotto".
Lei ha detto che il progetto Poetto, studiato dal centrosinistra, era un'eredità scomoda. Che cosa non le piaceva?
"Il progetto della strada. Abbiamo tirato su la strada di 50 centimetri rispetto al progetto originario perché si sarebbe allagata con le piogge".
C'è un'inchiesta anche sulla rotonda del Margine rosso, realizzata in una zona protetta.
"C'è una denuncia del Gruppo di intervento giuridico: presentano denunce su tutto".
Perché non avete rispettato i tempi, sei mesi il primo anno, sei mesi il secondo, e avete lavorato in due settimane?
"Quei tempi erano previsti solo per la sabbia di cava".
Veramente non c'è scritto.
"Invece sì. E comunque tutto il progetto scadeva il 31 dicembre 2001. Ma, per via dei ricorsi tra le due imprese, abbiamo perso un anno. Abbiamo chiesto e ottenuto una proroga al 30 aprile dal ministero dell'Ambiente. È il termine ultimo, insomma. Noi potevamo fare un ripascimento parziale a costi doppi: la draga costa 250 milioni di vecchie lire al giorno".
Non è un problema della Provincia.
"Se aumentano i costi sì".
No, perchè l'impresa ha vinto l'appalto di 30 miliardi, i costi sono un suo problema. E comunque, non avete esagerato nell'allargare la spiaggia?
"È stata tracciata la linea di mare del 1945, ricostruita grazie alle foto aeree della Raf".
Il professor Orrù ha detto che in alcuni tratti siete andati oltre.
"Sì perché le mareggiate si portano via tutto. La prima si è già mangiata 12 metri. La sabbia che il mare si porterà via servirà per fare il letto del mare. Vorrei ricordare che cosa era il Poetto da Marina piccola all'ospedale Marino: la prima fermata solo pietre, pozzetti fognari (uno lo abbiamo scoperto e chiuso), lo strato di sabbia era massimo due centimetri. Al D'Aquila il mare arrivava alla prima fila di cabine".
Ma se c'era un bella spiaggia larga, a sinistra e anche a destra.
"Vi faccio vedere le fotografie?".
Non c'è bisogno di nessuna fotografia, il D'Aquila aveva la sua spiaggia, e il mare non arrivava certo fino alle cabine.
"Ho la documentazione. E comunque, nessuna impresa fa un ripascimento da mille metri cubi".
Infatti ne erano previsti 150mila nei primi sei mesi.
"Per la sabbia di cava".
Comunque: perché non è stato fatto un ripascimento sperimentale come prevedeva il capitolato?
"Invece è proprio sperimentale. Abbiamo buttato 370 mila metri cubi, l'intervento intero è di due milioni di metri cubi".
E i rapporti con l'università?
"Ottimi. Il rettore era stato designato presidente del comitato scientifico ma non ha accettato".
Mistretta invece dice di essere stato contattato qualche anno fa e poi più nulla.
"Io so che, interpellato dall'allora assessore Pinto, rifiutò l'incarico. D'altronde Mistretta è un urbanista".
L'università, con il Cnr, sta analizzando la sabbia.
"Siamo felici. Siamo felici anche che stia indagando la procura. Stiamo sollecitando noi l'intervento del ministero dell'Ambiente".
Ma, guardando la spiaggia di oggi, non vi pare di chiedere alla gente un atto di fede?
"Sapete chi è Galileo? Parlava ai sordi e ai ciechi, questa è la scienza. Se io sto male vado dal medico e faccio quel che mi dice. Al massimo ne consulto un altro".
Appunto. Ecco perché tanti ricercatori stanno procedendo con loro analisi.
"Ma qui c'è il massimo degli esperti in Italia: Colantoni, Ulzega, Orrù. Quando tre, quattro persone dicono la stessa cosa, alla fine mi ricovero e mi opero".
I rapporti col comune di Cagliari.
"Hanno apprezzato il progetto, gli accordi voluti dalla giunta Delogu erano per la sabbia di mare, con Lippi e la Abis".
E la disputa con Delogu?
"È chiaro che uno al primo impatto riceve uno schiaffo. Effettivamente ho avuto anch'io un momento di sbandamento quando ho visto il Poetto. Ma i tecnici mi avevano avvisato".
Forse avreste dovuto informare preventivamente la gente.
"Ma io sono un politico non un tecnico".
La responsabilità è politica.
"Non si capisce più qual è il confine tra tecnica e politica".
La bomba: insiste a dire che qualcuno l'ha messa apposta?
"No. Ma non l'ha portata la draga che aveva una griglia di 9 centimetri, era lì ed è affiorata con il movimento delle ruspe".
E se i tecnici avessero sbagliato?
"Sarò io il primo a dire che abbiamo ingaggiato una manica di asini. Ma sono sicuro di no, abbiamo ingaggiato i migliori".
Le caratteristiche che facevano del Poetto una spiaggia unica in Europa erano due: la sabbia e il declinare dolce verso l'acqua alta.
"Pensate che cambierà?".
È cambiata.
"Ci sarà sempre acqua alle caviglie che degrada piano piano. I tecnici dicono che il Poetto era un malato pieno di piaghe, per guarire ha bisogno di tempo".
Come spiega il silenzio del presidente della Regione ?
"Silenzio solo su questo? Ho dato la mia risposta".
In conclusione, fra quanto tempo il Poetto sarà di nuovo il Poetto?
"Ci vorrà qualche mese".
Il professor Orrù ha detto che sarà un processo trentennale.
"No, trent'anni è la durata del ripascimento".
Sta dicendo che fra 30 anni è tutto da rifare?
"Sì".

di Maria Francesca Chiappe & Lorenzo Paolini