Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 gennaio 2005

Parco, ai partiti dell’Ulivo non piace la sede unica


QUARTU. Le dichiarazioni del commissario prefettizio sul parco del Molentargius hanno messo sull’attenti le forze di centrosinistra. Nei giorni scorsi Luigi Serra, durante un incontro con il sindaco di Cagliari Emilio Floris, avrebbe manifestato qualche perplessità sullo smembramento della sede operativa. Secondo gli accordi preliminari i consigli comunali di Cagliari e Quartu si erano trovati d’accordo nell’assegnare la sede amministrativa al capoluogo, mentre Quartu avrebbe avuto quella legale. Tre settimane fa, durante un incontro con l’assessore Regionale all’Ambiente Tonino Dessì è spuntata l’ipotesi di una sede unica, che non era stata mai avanzata. In quell’occasione Luigi Serra fece presente la questione della doppia sede, ma l’ipotesi non trovò grandi consensi né da parte dell’assessore Dessì, così come da parte degli altri sindaci. E così l’opportunità di scomporre la sede operativa venne accantonata e sparì dalla bozza di statuto, che dovrebbe essere approvata la prossima settimana. Una bozza che che indica come unica sede il palazzo dei Sali scelti, sul canale di Mammarranca, nei pressi di Ponte Vittorio. Una scelta che, a Quartu, Ds, Margherita, Rifondazione Comunista, Socialisti Italiani, Partito Sardo d’Azione e Città metropolitana non condividono per ragioni diverse. Al loro fianco, anche Progetto Sardegna, Comunisti Italiani, Verdi e Italia dei Valori. In un documento reso noto ieri, le delegazioni dei partiti di centrosinistra «disapprovano totalmente le incomprensibili affermazioni del commissario prefettizio, dottor Serra in merito alla mancata assegnazione e localizzazione della sede legale del Parco del Molentargius nel territorio del comune di Quartu Sant’Elena». L’invito rivolto a Luigi Serra è di «non disattendere la posizione unitaria assunta dal consiglio comunale e di riaffermare tale volontà nei prossimi incontri con l’assessore regionale all’Ambiente e gli altri rappresentanti dei comuni interessati». Un’ipotesi che sembra però di difficile attuazione: i tempi stringono, soprattutto alla luce della scadenza del 15 gennaio per l’approvazione dello statuto, e la Regione non avrebbe alcuna intenzione di allungare ulteriormente i tempi. L’assessore Dessì è stato chiarissimo: o si trova un accordo fra i comuni oppure sarà approvata rapidamente una legge che preveda la possibilità di commissariare il parco. Una soluzione poco gradita alla stessa Regione ma che diverrebbe inevitabile in caso di ulteriori ritardi, dopo anni di assurdo ping-pong.
di Pablo Sole