pubblicato da La Nuova Sardegna il 7 gennaio 2002
Molentargius, sos del senatore Caddeo per smuovere l'immobilismo
«Un'occasione storica buttata al vento»
CAGLIARI. Anno nuovo, problemi vecchi. In primo piano, come incompiute, le questioni ambientali.
Sui ritardi per la sistemazione di Molentargius (parco, da un lato; completamento dei lavori di
riqualificazione, dall'altro) le preoccupazioni degli ambientalisti e dell'opinione pubblica
aumentano. Le riunioni della conferenza di servizio per la costituzione del consorzio di
gestione non si tengono più da settembre e la situazione delle saline
è ancora del tutto incerta.
«Se il proseguo dei lavori di Molentargius non riprende - precisa Rossano Caddeo,
senatore Ds, promotore dell'articolo della finanziaria che predispone il
passaggio delle saline al demanio regionale - si rischia di perdere il
finanziamento (i cinquanta miliardi restanti dello stanziamento dei centoventi
dell'88) e di arrivare a un nuovo contenzioso col consorzio Ramsar (che ha in
appalto i lavori di recupero dell'area)». Molentartgius sta ormai
diventando sempre più un «caso», un esempio di come l'immobilismo politico
impedisca di valorizzare economicamente un grande patrimonio e «procuri invece
ingenti danni finanziari alle casse pubbliche e quindi ai cittadini», continua
Rossano Caddeo. Il comune di Cagliari è chiamato a pagare oltre un milione di
euro per i danni causati alle saline dagli scarichi fognari della città negli
anni Ottanta. Ben di più dovrà pagare Quartu. Eppure le saline in tutti questi
anni hanno continuato a produrre, tant'è vero che i Monopoli di Stato stanno
provvedendo a raccogliere il sale e a venderlo per usi industriali. «I
comuni di Cagliari e di Quartu stanno quindi pagando per danni alla
produzione che, in verità, non si è interrotta», sottolinea Caddeo.
Sulla questione della vertenza con le saline, la Regione avrebbe dovuto
«risolvere questo problema in via politica, accettando di prendere in consegna
dal demanio statale le saline con i suoi beni immobili e contrattando
contemporaneamente con lo Stato l'appianamento dei vecchi contenziosi.
Il ministrero delle Finanze non era pregiudizialmente ostile a questa soluzione,
ma la Regione il 16 luglio del 2001, durante la conferenza dei servizi tenutasi
a Cagliari con i rappresentanti dei Monopoli di Stato, dell'agenzia del
demanio e dell'Eti, non solo non ha richiesto la sanatoria, ma ha
persino rifiutato di prendere in consegna le saline». L'immobilismo
politico sta, però, producendo altri danni. Dal mese di giugno del 2001
«la Regione sarda è in possesso dell'edifico 'Saliscedlti', che dovrebbe
diventare la sede del parco di Molentargius. Successivamente ha finalmente
dovuto accettare di prendere 25 miliardi dal ministero dell'Ambiente
come acconto dei circa 50 miliardi ancora disponibili e destinati alla
bonifica e alla volorizzazione dell'intero compendio. Che se non
vengono utilizzati per i lavori, si rischia di perdere». A distanza
di tanto tempo, «la Regione non ha però ancora dato il via al Consorzio
Ramsar per la realizzazione delle opere e dei progetti, tra cui il recupero
dell'edificio `Saliscelti', compreso nel piano di risanamento
e valorizzazione». La situazione si complica. «E facile pensare,
arrivati a questo punto - riprende il senatore Caddeo - che il
consorzio Ramsar avrà buon gioco, come è già successo con lo Stato,
nel chiedere i danni per i ritardi nell'avvio dei lavori e per impiantare
nuovi contenziosi». Secondo Caddeo, infine, «lampanti sono, comunque,
le responsabilità politiche di chi governa la Regione e l'area di
Cagliari. Con l'immobilismo si stanno buttado al vento un'occasione
storica per valorizzare un grande patrimonio ambientale e turistico,
e cospicue risorse finanziarie».