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pubblicato da L'Unione Sarda il 6 dicembre 2008

Poetto, la pulizia può attendere


De Vizia. Serve una deroga della Regione per poter utilizzare i mezzi “pulispiaggia” fuori stagione

Il mare ha prima trasportato detriti e canne (che si possono rimuovere solo con un cantiere speciale) del post-alluvione di Capoterra, poi ha regalato lattine e bottiglie che invadono la spiaggia. Per un vincolo della Regione, non è possibile pulire.
Tutta colpa della mareggiata: il progetto per la bonifica della spiaggia del Poetto è tutto da rifare. Le canne nella sabbia non ci sono più, trascinate a bordo strada dalla forza delle onde, così si è risolto il problema del difficoltoso smaltimento di un rifiuto speciale. Ora, però, c’è da risolvere il problema di lattine, bottiglie e rifiuti depositati nel tratto di arenile davanti al ristorante il Gabbiano: non si possono ritirare, perché mezzi della De Vizia possono passare sulla spiaggia solo fino al 15 settembre. Adesso è tutto fermo, in attesa di una deroga da parte della Regione e di un nuovo piano per la pulizia. Un intoppo inaspettato, che costringe il Comune a fare dietrofront: «Inutile programmare qualcosa, se prima il tempo non si stabilizzerà».
IL PIANO. Eppure il piano di intervento era già pronto. Per portare via canne e detriti depositati sull’arenile quartese all’indomani dell’alluvione del 22 ottobre, il Comune aveva stretto un’intesa con l’Ente regionale per la salvaguardia delle coste: per non danneggiare l’ambiente rimuovendo la sabbia, le canne dovevano prima essere lavate. Il cantiere speciale di recupero avrebbe dovuto aprire a gennaio.
L’IMPREVISTO. «Adesso dobbiamo rifare tutto daccapo», ammette l’assessore all’Ambiente, Anna Paola Loi, «le ultime mareggiate hanno rovinato i piani. Per bonificare le discariche ci serve una deroga per il passaggio dei mezzi, ma prima di decidere come intervenire bisogna aspettare che ci sia una lunga fase di bel tempo». Per ora, quindi, resta tutto com’è, con l’appello ai cittadini «di evitare di passare in spiaggia in questo periodo », aggiunge Loi: «Siamo consapevoli di quello che sta succedendo sull’arenile, ma se intervenissimo adesso rischieremmo di farlo per niente, perché una nuova mareggiata porterebbe di nuovo detriti e rifiuti».
ATTESA FORZATA. Ai tanti frequentatori del Poetto quartese, non rimane che rassegnarsi.Ancora per un po’ dovranno fare i conti con un arenile come mai si era visto: una discarica a cielo aperto incorniciata da acquitrini. «Stiamo provvedendo a ritirare ingombranti e rifiuti pericolosi», assicura il responsabile della De Vizia, Paolo Cossu, «ma per quanto riguarda il resto ci serve un permesso per utilizzare le pulispiaggia. Non possiamo raccogliere a mano centinaia di lattine e bottiglie».
CAPITANERIA. Intanto, davanti ai muri pericolanti della Bussola e del Lido Mediterraneo devastati dalla mareggiata, sono comparsi i cartelli della Capitaneria. Segnalano la zona pericolosa e vietano la sosta, il transito, la balneazione oltre il limite segnato dal nastro rosso dei vigili del fuoco, oltre che ogni attività marittima entro cinquanta metri. Le transenne non ci sono: la speranza è che nastro e pannello resistano al maestrale.
di GIORGIA DAGA