pubblicato da Il Sardegna il 6 novembre 2005
Un centro termale dentro l'oasi e barconi per cullare i turisti
Il parco di Molentargius
non è più una scatola vuota: in
attesa del direttore e del piano
urbanistico dell'oasi, adesso
spuntano i progetti per trasformare
quel sogno in realtà.
Ad esempio la creazione di un
centro per le cure termali nell'area
più suggestiva della laguna.
Oppure un piano di trasporti
turistici all'avanguardia:
un percorso per barconi, in
grado di portare i turisti e i
visitatori da Su Siccu sino ai
luoghi di attrazione della laguna,
accanto ai fenicotteri in
posa per le foto ricordo. Gigi
Ruggeri, sindaco di Quartu, in
questi giorni sta esaminando la
pioggia di domande per il posto
dorato di direttore del parco:
in palio c'è uno stipendio da
120 mila euro, e le richieste
sono già più di venti. «Lo nomineremo
nel giro di un meseannuncia-
poi per formulare il
piano del parco ci vorrà almeno
un anno. Ma alcune idee
sono già pronte: per la struttura
termale abbiamo in mente
un accordo di programma coi
privati, una concessione diretta
più che un project-financing.
Non vogliamo terme sul
genere di Fordongianus, per
intederci. Il modello che ho in
mente per Molentargius è il
parco delle saline di Cervia, un
vero gioiello». Dopo oltre sei
anni di attesa dunque si intravvede
la luce in fondo al
tunnel, a conferma che è l'autunno
della svolta per gli stagno
cagliaritani.
E ALLORA ECCO rispuntare un
vecchio progetto, lanciato
qualche anno fa dalla Provincia
per sfruttare i canali navigabili.
Ma stavolta con ben
altre risorse e oniettiovi: «Un
trasporto mediante barconi sarà
l'ideale per il tour turistico
nello stagno trasformato in
parco- spiega Gigi Ruggeri- da
Su Siccu le barche passerebbero
verso il canale Saliscelti
per arrivare sino a Bellarosa
minore. Pensiamo infatti a un
parco di servizio alla città e
non chiuso in se stesso: l'industria
termale è una risorsa
da sfruttare, i finanziamenti ci
sono. Le alghe pregiate prodotte
nello stagno possono essere
vendute alle fabbriche farmaceutiche.
I fondi ci sono, la
Regione ci ha trasferito un bel
po' di finanziamenti e altri possiamo
ottenerli dall'Ue».
Questo è il futuro di Molentargius:
il presente è invece
fatto di segnaletica ancora fantasma
e di una vigilanza non
sempre ottimale. «Ramsar ha
ancora in concessione gran
parte delle aree- ricorda Ruggeri-
e dal Ministero delle Finanze
speriamo di ottenere
presto i capannoni abbandonati».
di Jacopo Norfo