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pubblicato da La Nuova sardegna il 6 agosto 2004

Poetto: "La mia Provincia non ha alcuna colpa"


CAGLIARI. Tutto chiaro, a parte la sabbia: il disastro del Poetto è una responsabilità dell'amministrazione provinciale di centro-sinistra. L'attuale, guidata da Sandro Balletto, ha svolto un ruolo quasi notarile: progetto realizzato, problemi ed errori ereditati. Nessuno spazio all'autocritica: liquidato l'assessore al ripascimento Renzo Zirone, il presidente è passato dall'autocelebrazione degli opuscoli a produzione interna al più classico degli scaricabarile. Nell'ordine: colpa dell'impresa Ati Mantovani, colpa della giunta Scano, colpa del geologo che non ha controllato ventiquattr'ore su ventiquattro il materiale che la draga Antigoon sputava sull'arenile. Lui, Balletto, non c'era. Una novità su tutte: adesso anche i consulenti scientifici - gli autori dei 'servizi' sulla sabbia che sbianca, pubblicati dalla Provincia a proprie spese - sono un'eredità, così come la scelta della sabbia di mare.
Più che una sterzata, quella imposta da Balletto è una rotazione di centottanta gradi su qualsiasi cosa sia accaduta dal 2000 ad oggi attorno alla spiaggia cagliaritana: mostrando da lontano alcuni documenti e non altri, il presidente ha chiarito che l'appalto sul Poetto nasce come "opera di protezione civile" che l'assessore Guadagnini "ma non la Regione" aveva giudicato esente da valutazione d'impatto ambientale. Secondo Balletto la giunta Scano "ha fatto le cose in fretta, mandando avanti un appalto alla viva il parroco" grazie al quale l'impresa "ha potuto fare tutto quello che ha voluto". Glissando sulle riserve per lavori extra, che hanno generato un contenzioso in tribunale per nove milioni di euro su iniziativa dell'Ati Mantovani, Balletto ha insistito sul comportamento dell'impresa che fin dall'inizio si sarebbe macchiata partecipando alla gara d'appalto con un'offerta anomala "viziata da un ribasso del 40 per cento". Secondo il presidente della Provincia non c'era corrispondenza fra la sabbia scelta e quella specificata nel capitolato "eppure Guadagnini è andato avanti lo stesso" e ha consentito all'impresa "di maramaldeggiare sul Poetto". Per dimostrare quali e quante irregolarità siano state commesse Balletto ha incaricato una ditta di filmare i fondali del prelievo: "Poi passeremo il materiale al magistrato". Certo - ha ammesso Balletto - è mancata la vigilanza. Ma da parte del tecnico incaricato da Guadagnini, il geologo Antonello Gellon, e non da parte della Provincia che ha solo il dovere di un "controllo politico".
Sconcertanti le affermazioni fatte in conferenza stampa sulla scelta dei consulenti scientifici e della sabbia: "Abbiamo dovuto nominare quei signori, che non conoscevo e non conosco, solo perchè a un anno e mezzo dalla richiesta fatta all'Università il rettore Mistretta non aveva ancora indicato i nomi degli esperti". Mentre l'opzione della sabbia di mare - richiesta pubblicamente dall'amministrazione comunale come condizione per firmare l'accordo di programma - ora sarebbe un parto della giunta Scano "perchè era prevista nel capitolato". Poco importa che Balletto stesso, in una delle prime uscite da presidente della Provincia, avesse detto chiaramente che la sabbia doveva arrivare dal mare. "Quella scelta era una delle due previste nel capitolato, tutto il resto sono menzogne".
Rispondendo a una delle rare domande dei cronisti, Balletto ha chiarito che malgrado la sabbia sversata sull'arenile fosse evidentemente nera, non sarebbe stato possibile fermare i lavori "pena pesantissime penali". Come dire che è stato più corretto distruggere il Poetto che affrontare una causa civile, che poi è stata comunque aperta. Le ricostruzioni degli eventi che riguardano il Poetto - frutto di accurate ricerche e riferimenti documentali, autori alcuni cronisti con la schiena dritta, prontamente rimpiazzati - per Balletto non sarebbero altro che menzogne. Quanto è stato dichiarato dall'ormai ex assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone e scritto in pubblicazioni pagate dalla Provincia non conta più nulla: "Stiamo scartabellando solo ora i documenti - ha ammesso con stupefacente candore il presidente - e solo ora stanno venendo a galla le magagne". Quindi - se Balletto dice il vero - l'appalto è stato mandato avanti senza verificare i documenti, senza neppure averli mai visti. Questo nonostante - l'ha ammesso Balletto - tutti i documenti siano già nelle mani della magistratura.
Fin qui l'ultima uscita agostana della Provincia. A questo punto - siccome le bugie hanno le gambe corte - non resta che augurare un buon lavoro ai magistrati.