pubblicato da L'Unione Sarda il 6 giugno 2002
La mini-stangata del Poetto
Dopo il ripascimento grandi affari anche per i noleggiatori di ombrelloni, sdraio, lettini e pedalò
Se è vero che il denaro non ha odore, allora la sabbia non ha colore. Chiara o scura che sia, per chi lavora e guadagna grazie agli stabilimenti balneari, l'unica cosa importante è che ci sia tanta spiaggia, cioè tanti ombrelloni, sdraio e lettini. Tutto bene? Mica tanto, a sentire Fisi D'Aquila, amministratore dell'omonimo stabilimento. Il ripascimento gli piace tanto, su questo punto non ha dubbi, anche perché l'anno scorso i suoi impiegati avevano le mani sulla tastiera del computer e i piedi a mollo, nel mare. "Ora che c'è la sabbia è tutta un'altra cosa", premette Fisi D'Aquila, "ma è anche tutto un altro prezzo". Già, perché quest'anno (la stagione balneare è iniziata per tutti sabato scorso) la concessione gli costa circa 80 mila euro, cioè il triplo rispetto agli anni precedenti. "Considerato che riuscivo già ad affittare tutte le cabine, anche con un moncherino di spiaggia, per non ridurre drasticamente i guadagni ora dovrei impiantare migliaia di ombrelloni: a chi li affitto?".
È così che al D'Aquila, ma anche negli altri due stabilimenti cagliaritani (il Lido e l'Ottagono), i listini sono stati ritoccati, ovviamente all'insù. Più cinque per cento rispetto all'estate 2001, anche se Paola Naitana (amministratore del Lido e presidente regionale del Sindacato italiano balneari) ha già precisato che "gli aumenti sono stati decisi l'anno scorso, indipendentemente dai lavori eseguiti al Poetto". Per il Lido, la spiaggia ritrovata potrebbe significare un buon incremento degli affari: ora potranno essere affittate anche le cabine del braccio sinistro, cioè quelle che l'anno scorso erano lambite dall'acqua. Nessuno, ovviamente, le aveva volute.
L'offerta, come mostra il grafico pubblicato sopra il titolo, è vasta e non sempre il confronto tra i vari stabilimenti è facile: i prezzi delle cabine (1.080 al Lido, 495 al D'Aquila, 440 all'Ottagono) variano sensibilmente, ma in qualche caso sono abbinati servizi supplementari come l'ombrellone, il lettino e, a volte, anche il parcheggio per l'auto. Non manca però chi (come il Lido) offre la cabina e basta: tutto il resto si paga.
Ad ampliare l'offerta, indirettamente, è stato proprio il ripascimento. Nei due stabilimenti balneari più vicini alla Sella del Diavolo, cioè D'Aquila e Lido, le decine di metri di spiaggia in più consentiranno di accogliere una maggiore quantità di clienti, ma c'è sempre un rovescio della medaglia. La sabbia più scura, certamente, ma soprattutto il "gradino" appena si entra in acqua: "È vero", allarga le braccia Fisi D'Aquila, "le mamme sono in apprensione per i bambini: sia perché l'acqua è subito profonda 60 centimetri, considerato che il mare non ha ancora fatto in tempo a crearsi l'argine, sia perché la prima fila d'ombrelloni è a 25 metri di distanza dalla riva ed è più difficile tenere d'occhio i piccoli. Vuol dire che staremo più attenti noi: ho già sensibilizzato tutto il personale del D'Aquila". Anche al Lido il gradino lascia perplessa più di una mamma, e anche lì i bagnini assicurano una maggiore vigilanza.
Qualche chilometro più avanti, la situazione cambia sensibilmente. Verso Quartu, nella zona dell'Ottagono, sono state effettuate solo alcune prove di ripascimento, ma la linea della riva non è avanzata. Morale: "Quest'anno, le nostre attrattive sono proprio la sabbia chiarissima, alla quale i cagliaritani sono abituati da sempre, e soprattutto il caro, vecchio fondale basso del Poetto", scolpisce Annalisa Angelo. La titolare dello stabilimento Ottagono sfodera un bel sorriso: "Abbiamo un notevole incremento di abbonati". Poi aggiunge: "Il ripascimento è un'operazione sacrosanta, alla Provincia dobbiamo il fatto che ora Cagliari ha nuovamente la sua spiaggia. Fin qui va tutto bene, ma perché da noi, dove la sabbia è ancora bianca, non hanno realizzato almeno le opere di contenimento? Ogni volta che soffia il levante, un pezzo di spiaggia se ne va per sempre".
Chi gestisce gli stabilimenti balneari tiene a sottolineare che non vuole subire passivamente le decisioni calate dall'alto, dai politici. "Facciamo questo lavoro da più di ottant'anni", si lamenta Fisi D'Aquila, "ma alle conferenze dei servizi sul Poetto non ci invitano mai. Eppure, chi è più esperto di noi?".
di Luigi Almiento