Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova sardegna il 6 aprile 2004

Troppa pioggia, pericoli per i nidi dei fenicotteri


CAGLIARI. Più attenzione verso la nidificazione dei fenicotteri rosa: lo chiede l’Associazione per il parco di Molentargius. «Nonostante le abbondanti piogge, le pompe per l’eliminazione dell’acqua in eccedenza nel bacino di Bellarosa Maggiore nel parco di Molentargius si sono arrestate», afferma Vincenzo Tiana, presidente dell’Associazione, in una lettera spedita all’assessore regionale all’Ambiente Emilio Pani, al consorzio Ramsar (che sta terminando i lavori di recupero dell’importante area umida) e all’ispettorato compartimentale Monopoli di Stato. In precedenza (a fine marzo) l’Associazione aveva lanciato l’allarme perchè l’acqua era diventata troppo alta. Poi l’assessorato regionale all’Ambiente aveva sistemato sei idrovore che hanno tolto l’acqua dallo stagno e riversata nel canale di Terramaini. Così, appena gli isolotti sono emersi, i fenicotteri vi si sono subito insediati (dal 2 aprile) per la nidificazione, come per dire «quest’area è anche la nostra casa». «Ma i fenicotteri, in piena fase di accoppiamento - continua Tiana - rischiano di abbandonare lo stagno se in brevissimo tempo non si accelera l’emersione degli argini. Quelli situati nel lato di Cagliari appaiono in buona parte emersi, mentre nel lato di Quartu si registra un certo ritardo». Inoltre in quell’area si stanno finendo i lavori di miglioramento degli isolotti. Ma l’associazione chiede «che queste opere cessino in quanto i lavori di ripristino degli isolotti arrecano agli uccelli un disturbo ben maggiore dei benefici, mentre occorre portar via con le idrovore l’acqua in eccedenza». Intanto, però, il parco non decolla. «Siamo stanchi - ha affermato più volte - dei litigi tra gli amministratori pubblici. Io sto iniziando a pensare che ci sia la volontà di non farlo funzionare. Eppure sono stati spesi per il recupero tanti miliardi di vecchie lire. Ma l’area protetta non decolla. Tutti, però, sanno che Molentargius è un’area complessa e che per farla vivere c’è bisogno di un soggetto che coordini da un punto di vista generale e anche tecnico, sovrintendendo a tutte le mansioni idrauliche che fanno funzionare questo gioiello della natura. La legge su Molentargius ha dato i poteri agli enti del territorio Adesso si scopre che 5 enti locali non riescono a mettersi d’accordo».