pubblicato da L'Unione Sarda il 6 aprile 2002
Un contratto "atipico" in cui non si parla di sabbia
Sequestrati ieri i primi fascicoli della Provincia
Che fine ha fatto l'allegato 8 al progetto di ripasciemnto del Poetto, quello che va sotto il titolo "sabbia da utilizzare per il ripascimento -
provenienza e caratteristiche granulometriche e mineralogiche"? Nell'elenco degli elaborati allegati al contratto stipulato dalla Provincia
il 28 settembre 2000 con l'associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l'appalto con c'è.
L'unico riferimento all'arenile è nell'allegato 10: " cordone dunale e implantazione di vegetazione psammofila".
Il quesito è stato posto ieri mattina da Remigio Cabras, (consigliere della Margherita) alla commissione Garanzia e Controllo della Provincia
nel corso della riunione convocata a mezzogiorno per discutere del caso Poetto. Per la stessa ora era prevista anche l'audizione degli assessori ai lavori pubblici Renzo Zirone, all'Ambiente
Gianluca Grosso, al Turismo Sandro Masciarelli nelle commissioni Ambiente e Cultura, ma è saltata a causa del forfait (motivato) dei primi due.
E anche perché le due commissioni aspettavano una serie di documenti che non sono arrivati perché gli originali
sono stati sequestrati la sera prima dalla polizia giudiziaria su ordine della Procura della Repubblica che
indaga contro ignoti per il reato di deturpazione di bellezze naturali. Soltanto Cabras ha dunque deciso di proseguire con i lavori
della commissione Controllo e Garanzia alla quale ha mostrato alcuni documenti in suo possesso: le carte relative alle autorizzazioni
al ripascimento da parte del ministero dell'Ambiente; il "voto 107" del comitato tecnico amministrativo del 4 giugno 1999 formulato
dal Comitato dei ministri relativo all'approvazione del progetto; il "verbale di gara numero 3" di giustificazione
della congruità del prezzo della sabbia fornita dall'impresa che ha vinto la gara d'appalto; il contratto stipulato dalla provincia (Cabras
lo ha richiesto all'ufficio contratti dell'amministrazione) con i relativi allegati: sono 36 in tutto e non c'è l'allegato che riguarda la quantità di sabbia.
La denuncia di Remigio Cabras è: perché quella mancanza? Il consigliere d'opposizione non lo ha detto chiaramente ma la produzione del terzo documento
sembra essere legata a quella domanda. Nel verbale di definizione delle giustificazioni richieste dalla Provincia, la società aggiudicataria il
23 dicembre 1999 mise nero su bianco: «Dopo aver illustrato il procedimento di prelievo via mare, l'impresa dichiara di aver effettuato in via preliminare
delle indagini di cui presenta i campioni e le certificazioni. Da una verifica delle certificazioni è stato appurato che i campioni non risultano
compatibili con le specifiche del capitolato per contenuto e colore. L'impresa sul punto dichiara di garantire, in caso di prelievo via mare,
la piena rispondenza della fornitura di sabbia a tutte le specifiche di capitolato impegnandosi, qualora ciò non fosse
possibile, a eseguire il ripascimento con sabbia con le caratteristiche richieste e proveniente da cava di terra allo stesso prezzo proposto
in sede di offerta al fine di garantire l'immediato inizio dei lavori subito dopo la consegna».
Questo succedeva nell'epoca in cui la giunta provinciale era guidata dal centrosinistra. Quando in viale Ciusa
è arrivato il centodestra, nel maggio 2000, la Provincia (d'accordo col comune di Cagliari - sindaco Marano Delogu) ha fatto una scelta precisa per
la sabbia di mare. In ogni caso, Tar e Consiglio di Stato non avrebbero consentito all'impresa di cambiare.
Resta il problema sollevato ieri da Cabras. Per il presidente Balletto è impossibile. Quell'allegato c'è, ci deve essere,
altrimenti sarebbe un fatto gravissimo».
di M. F. Ch.