pubblicato da La Nuova Sardegna il 6 aprile 2002
I misteriosi `omissis' del contratto per il Poetto
Alla firma sono saltati gli allegati con le norme: l'impresa ha potuto operare quasi senza vincoli
CAGLIARI. Il contratto stipulato il 28 settembre del 2000 fra la Provincia e l'associazione d'imprese Mantovani per l'intervento
di ripascimento della spiaggia non è in linea con il progetto elaborato dallo staff di ingegneri dell'assessorato ai lavori
pubblici, guidato a suo tempo da Giacomo Guadagnini. Dei diciotto allegati tecnici al progetto originale risulta nel contratto
solo uno, il numero 10: quello che regola la ricostituzione del "cordone dunale e l'implantazione di vegetazione psammofila".
Sono inspiegabilmente saltati gli allegati relativi allo studio meteomarino, allo studio della deflazione eolica,
dell'evoluzione della spiaggia e fra gli altri quello che stabiliva la sabbia da utilizzare per il ripascimento,
con la provenienza e le caratteristiche granulometriche e mineralogiche. Non risulta neppure l'allegato sulla
"modalità di esecuzione" del ripascimento e sul monitoraggio. Per Remigio Cabras (Ppi) e Marina Valdes (Margherita),
i consiglieri provinciali che hanno scoperto l'incredibile `buco' esaminando il carteggio ufficiale, questo significa
che l'impresa ha potuto lavorare senza alcun reale riferimento tecnico, senza alcuna responsabilità sui risultati e
senza alcun obbligo di rispettare quella gradualità di tempi nell'intervento stabilita nel capitolato d'appalto. Il
che spiega ampiamente quanto accaduto, un evento che potrebbe rovinare l'estate balneare dei cagliaritani.
Spiega ampiamente la disinvoltura con cui 370.515 metri cubi di sabbia prelevata con la draga Antigoon dal fondale del Poetto siano stati rovesciati nell'arco di soli venti giorni sull'arenile, con le conseguenze ormai sotto gli occhi di tutti. Sembra impossibile che un contratto da trenta miliardi di lire sia stato firmato con tale leggerezza. Ma i documenti parlano chiaro: alla pagina sei del contratto si fa riferimento agli "elaborati tecnici del progetto esecutivo, contrassegnati dal numero 1 al numero 36, come l'unito elenco, allegato 4". Ma gli allegati _ firmati dalle parti e depositati agli atti della Provincia _ sono soltanto una minima parte di quelli approvati dal Comitato tecnico amministrativo il 4 giugno del 1999, quando _ nella sostanza _ la Protezione civile ha dato il via libera definitivo al progetto-Guadagnini. In pillole: ottenuto _ dalla giunta Scano _ l'ok di Roma, il progetto è stato poi `sfrondato' dall'amministrazione Balletto di tutte quelle parti che avrebbero rallentato i tempi dell'intervento. Ma togliendo quegli allegati tecnici, sono state eliminate anche tutte le principali garanzie sull'efficacia e soprattutto sulla compatibilità ambientale dell'intervento. Paradossalmente, se fosse stato tecnicamente possiboile, l'impresa avrebbe potuto portare a termine il ripascimento in tre giorni. Scavalcando amabilmente la sequenza di rigorosi `paletti' normativi stabiliti prima nel progetto originale, poi nel progetto rielaborato dalla Provincia in gestione Guadagnini, infine nel capitolato d'appalto. Questo perchè il contratto ha perso per strada _ chi l'ha deciso? _ una serie di riferimenti essenziali all'appalto. C'è da chiedersi il perchè di tanta superficialità e di tanta fretta. Le risposte possibili sono diverse: sul piano politico la vicinanza _ ormai probabile _ delle elezioni regionali, per le quali Balletto aspira alla candidatura come presidente. Presentarsi all'elettorato con un Poetto risanato, sarebbe stata una grande carta a disposizione dell'attuale pesidente della Provincia, mentre per l'assessore Renzo Zirone ci sarebbe pronta la poltrona di presidente dell'Autorità portuale. L'altra spiegazione è soltanto un'ipotesi, sulla quale però la Procura della Repubblica lavora da giorni: aggirare le norme strette dell'appalto _ e le indicazioni del progetto _ avrebbe consentito all'associazione di imprese un consistente risparmio su costi di esecuzione dell'intervento. Non si parla di piccole cifre: solo per la fornitura e posa in opera della sabbia la Provincia sborserà cinque miliardi e 128 milioni di vecchie lire. Ed è curioso osservare come nella `Lista delle categorie di lavoro e forniture per l'esecuzione dell'appalto' _ datata 6 dicembre 1999 _ al punto due dei lavori a misura per il ripascimento sia scritto: "Fornitura e posa in opera di sabbia, avente caratteristiche granulometriche, mineralogiche e di colore così come...". Così come? Non è indicato. Forse perchè sul tipo di sabbia da prelevare e trasferire sull'arenile disastrato del Poetto le idee non sono mai state chiarissime, nel dopo-Guadagnini. Basta leggere il `verbale di definizione delle giustificazioni relative all'offerta presentata dall'Ati Mantovani' del 23 dicembre 1999: alla voce numero due `sabbia' l'impresa _ è scritto _ presenta relazioni sulle ipotesi di ripascimento via terra e via mare, allegando sette campioni di sabbia prelevati dal mare insieme alle `analisi composizionali dei campioni'. Ebbene: è l'impresa ha comunicare che "da una verifica delle certificazioni è stato appurato che i campioni non risultano compatibili con le specifiche di capitolato per contenuto e colore". Ma allora perchè _ a distanza di due anni _ l'amministrazione Balletto ha continuato a insistere sulla soluzione via mare? Com'è possibile che l'impresa, così corretta nel riconoscere l'incompatibilità del materiale prelevato a mare, abbia poi accettato di scegliere proprio quella soluzione? Una risposta possibile è questa: forse perchè il contratto firmato a settembre 2000 l'aveva `liberata' dalle conseguenze di un errore.
Sequestrata dalla Procura l'autorizzazione al prelievo
L'Inchiesta
L'autorizzazione originale al prelievo della sabbia dal fondale marino è stata sequestrata l'altro ieri sera negli uffici
dell'assessorato provinciale ai Lavori pubblici dagli uomini della polizia giudiziaria, incaricati dalla Procura della Repubblica.
I funzionari hanno lavorato per oltre tre ore, fino alle 23.30, con la collaborazione dei dirigenti della Provincia, per esaminare e mettere insieme i
documenti coi quali il sostituto procuratore Daniele Carla potrà ricostruire i passaggi tecnico-burocratici dell'operazione ripascimento. La
procura intende accertare se le procedure siano state rispettate e se nelle scelte tecniche effettuate dall'amministrazione provinciale
possano configurarsi profili penali. In particolare se qualcuno possa aver tratto un profitto illecito.
Nei giorni scorsi i carabinieri hanno compiuto rilievi e verifiche sia sull'arenile che sul fondale in cui la draga Antigon
ha aspirato la sabbia poi usata per ricostruire la spiaggia. Un'inchiesta parallela sugli aspetti
finanziari e contabili dell'operazione Poetto viene condotta dalla Corte dei Conti, che fin da agosto dell'anno
scorso aveva chiesto alla Provincia documentazione e chiarimenti su alcuni aspetto dell'intervento.
Finora la magistratura contabile non avrebbe ricevuto quanto richiesto.
di M. L.