pubblicato da La Nuova Sardegna il 6 febbraio 2008
Passano alla Regione gli immobili delle Saline
Accordo fatto con i Monopoli di Stato, ora il parco
di Molentargius e le altre attività possono decollare
CAGLIARI. Nuova linfa vitale per il Parco di Molentargius-
Saline. La boccata d’ossigeno arriva grazie all’intesa
raggiunta tra Regione e Monopoli di Stato sul
passaggio di proprietà di alcuni immobili presenti nell’area
umida, condizione indispensabile per la piena
operatività del Parco di Molentargius. Da ieri, con
l’annuncio ufficiale, la partita sembra definitivamente
chiusa: i Monopoli di Stato hanno dato il via libera
al trasferimento di alcuni degli immobili più significativi
presenti a Molentargius, come gli edifici che ospitano
la direzione centrale, l’ispettorato, i locali dell’ex
scalo — e dunque anche portineria, spogliatoi, officine,
autorimesse, magazzini, mensa e guardiola di vigilanza
— oltre alla chiesetta del Santissimo Nome di
Maria.
I vertici del Consorzio di gestione
dell’area umida attendevano
da tempo questa decisione,
soprattutto in funzione
di una più precisa programmazione
delle attività future
e, dunque, di una scelta strategica
sulle direttrici di sviluppo
da seguire. Normale,
quindi, che questa novità rilanci
i progetti abbozzati da
tempo e lasciati in stand-by.
Come la ripresa dell’attività
saliniera, o la realizzazione
del polo museale. ‹‹Nei giorni
scorsi abbiamo incontrato il
presidente Soru — ha detto il
direttore Generale del Consorzio
di gestione, Mariano
Mariani — per fare il punto
della situazione sullo stato di
salute del Parco e sulle attività
future. Le ipotesi messe
sul tavolo sono diverse: si va
dalla ripresa della produzione
di sale, puntando ad un
mercato di nicchia che privilegi
la qualità e non la quantità,
fino alle iniziative collegate
all’attività termale. Su
quest’ultimo punto, appare
chiaro che il presupposto primario
riguarda la disponibilità
di strutture ricettive, per
questo crediamo che l’attuale
Ospedale Marino, di prossima
dismissione, possa rispondere
a questa necessità››. Ancora:
una volta entrati in possesso
degli immobili, occorrerà
investire per la messa in
sicurezza e le eventuali ristrutturazioni
richieste dalle
nuove destinazioni d’uso. Riqualificare,
insomma, costa.
Per questo, in linea di massima,
Ente parco e Regione non
escludono l’eventuale partecipazione
del settore privato.
‹‹Una delle ipotesi ventilate
— ha confermato il presidente
Gigi Ruggeri — riguarda
l’affidamento di alcuni locali
con l’obiettivo di creare profitto
per il Parco. Si potrebbe
pensare, ad esempio, di affittare
alcuni ambienti ad enti e
associazioni››. E puntare, come
sottolineato dai vertici del
consorzio, anche su un punto
ristoro e un bookshop che vadano
ad integrarsi con il polo
museale e il centro di accoglienza
visitatori. E con molta
probabilità, l’apporto di finanziamenti
privati non mancherà
nemmeno sul versante
della produzione saliniera: in
questo caso, la linea sposata
dal Parco prevede il coinvolgimento
di imprenditori locali
che conoscono bene la materia.
I nomi dei possibili papabili,
com’è ovvio, non ci sono.
Ma basta scorrere la lista dei
produttori specializzati per
ipotizzare l’eventuale cooptazione
di realtà economiche
consolidate come Cadelano e
Contivecchi. ‹‹Di certo — hanno
affermato concordi Mariani
e Ruggeri — registriamo
con grande soddisfazione l’impegno
della Regione ai fini
dello sviluppo del Parco››. L’unico
neo: la precaria condizione
economica delle casse del
Molentargius-Saline. Che dovrebbe
comunque risolversi
con il varo della Finanziaria
regionale. Intanto si guarda
avanti: sottoscritta l’intesa,
la giunta non ha perso tempo
e ieri mattina ha siglato un-
’apposita delibera con la quale
si dà mandato alle direzioni
generali della Presidenza e
dell’assessorato agli Enti locali
e Urbanistica, coadiuvate
dall’area legale, di definire
gli adempimenti necessari all’attuazione
dell’accordo con
l’Agenzia del demanio di Cagliari
di Pablo Sole