pubblicato da L'Unione Sarda il 5 dicembre 2006
Molentargius, il futuro è a rischio
Sono a rischio i finanziamenti per Molentargius a partire da gennaio 2008.
Senza quei soldi è a rischio la sopravvivenza del parco.
Via libera alle gite a Molentargius,
ma il Parco rischia
di rimanere all’asciutto.
Non è un problema
di vasche d’evaporazione,
ma di contributi regionali
(quasi un milione e
mezzo all’anno) che verranno
a mancare a partire
dal 2008.
A lanciare l’allarme sono
stati ieri il presidente del
consorzio di gestione Gigi
Ruggeri e il direttore generale
Roberto Mariani, durante
la presentazione di
un accordo con l’associazione
per il parco, diretta
dal presidente di Legambiente
Sardegna
Vincenzo
Tiana. I volontari
avranno il
compito di organizzare
visite
guidate, coinvolgere
le scuole
elementari e
medie dei Comuni
limitrofi
al Parco, organizzare
iniziative
di sensibilizzazione
e realizzare
un centro
d’educazione
ambientale.
«Molentargius
è un grande laboratorio
didattico
», spiega
Tiana, «l’obiettivo
è ospitare
almeno una
scolaresca al
giorno. Ci saranno visite
guidate e presto anche uno
speciale pullmino attrezzato
per le escursioni e un laboratorio
interattivo per
spiegare ai più giovani
l’importanza di questa risorsa
naturale».
STANZIAMENTO. Dopo
sette anni dalla nascita e
interminabili battaglie politiche,
il Parco del Molentargius
inizia a muovere i
primi passi anche se ancora
non si regge sulle proprie
gambe. Per questo
motivo ogni anno la Regione
ha garantito un finanziamento
di 1 milione e
400 mila euro per la gestione
del compendio naturalistico
e soprattutto
per mantenere in funzione
tutto il complesso sistema
di canali e filtri naturali.
Fino al 31 dicembre se ne
occuperà il consorzio
Ramsar che ha realizzato i
lavori di risanamento ambientale
nella zona umida.
Poi tutte le competenze
passeranno all’ente Parco
dopo un breve periodo di
transizione. Trasferimento
in vista anche per i venti
addetti (tra operai, ingegneri
e biologi) specializzati
nella gestione del sistema
idraulico. I soldi della
Regione, però, sono garantiti
soltanto fino al
2007. A parte i fenicotteri,
le prospettive non sono rosee.
«Non abbiamo garanzie
per il futuro», conferma
il presidente del Parco
e sindaco di Quartu Gigi
Ruggeri, «il milione e 400
mila euro era concesso al
Consorzio Ramsar per la
gestione e il monitoraggio.
Competenze che ora sono
passate nelle nostre mani
senza la certezza sui finanziamenti.
Abbiamo necessità
di un respiro temporale
più ampio».
LA RICHIESTA. L’ente Parco
richiederà all’assessorato
regionale all’Ambiente
di rendere stabile il contributo
per la gestione dell’area
umida. I costi, altrimenti,
andrebbero a gravare
sugli enti locali che
fanno parte del consorzio
di gestione: la
Provincia e i
Comuni di Cagliari,
Quartu,
Selargius e
Quartucciu.
Molentargius
punta anche
sui finanziamenti
regionali
della Progettazione
integrata
per i quali è
stata proposta
la riapertura
delle saline e
l’avvio di altre
attività di utilizzo
a fini terapeutici
dei sali
e dei fanghi. Ulteriori
iniziative,
invece, mirano
a una
maggiore collaborazione
con
le Università e le organizzazioni
scientifiche.
CENSIMENTO. Venerdì e
sabato l’Euro birds nets
Italia effettuerà il censimento
dei fenicotteri presenti
nello stagno con la
lettura degli anelli di riconoscimento.
«D’ora in
avanti», commenta il direttore
generale Mariano
Mariani, «il consorzio del
Parco dovrà garantire da
solo l’equilibrio dell’ecosistema
naturale e della fruizione
dell’area protetta.
Dovremo intervenire ancora
su alcune criticità come,
ad esempio, un più
puntuale controllo degli
accessi al Parco». Il Consorzio
ha pubblicato il
bando per l’assunzione di
sei professionisti col compito
di elaborare il piano
urbanistico. Assicura Ruggeri:
«Si deciderà dove
realizzare nuove infrastrutture,
e come affrontare
il problema delle abitazioni
a Medau Su Cramu».
di GIOVANNI MANCA DI NISSA