pubblicato da La Nuova Sardegna il 5 dicembre 2006
«Molentargius diventa polo turistico»
In un futuro vicino previsto il riavvio dell’industria del sale
Centoventi visite guidate all’anno: questo l’ambizioso traguardo ipotizzato dal Consorzio di gestione del Parco Molentargius-Saline, che spinge sull’acceleratore e punta a spalancare i cancelli dell’area umida secondo un tabellino di marcia di tutto rispetto. Complice anche l’intesa stipulata ieri mattina con l’Associazione per il Parco, presieduta da Vincenzo Tiana. La firma, in verità, è più una sorta di regolarizzazione formale, visto che la sigla ambientalista collabora da anni con l’Ente parco e si è sempre battuta affinché il compendio di Molentargius decollasse a tutti gli effetti. A questo punto l’unica incognita riguarda il versante finanziario: gli stanziamenti regionali, intorno al milione e quattrocentomila euro annui, sono garantiti solo fino al trentuno dicembre 2007. È anche per questo che i vertici del Consorzio chiedono maggiori garanzie all’assessorato guidato da Cicito Morittu. «Siamo pronti a partire definitivamente - ha detto il presidente Gigi Ruggeri - anche grazie alla collaborazione dell’Associazione per il Parco, che si occuperà non solo di guidare le comitive alla scoperta del Molentargius, ma anche i fornire tutte quelle conoscenze utili alla scoperta di un’oasi così importante, puntando soprattutto sull’educazione ambientale. Si tratta di un primo passo - per dare vita a quel sistema che vedrà lavorare insieme enti locali, associazioni e università in un’ottica di sviluppo globale». Vincenzo Tiana, in merito, ha le idee chiare: «Il Parco è un immenso laboratorio didattico. Un esempio: le tesi di laurea che si sono proposte di analizzare il Molentargius sono oltre un centinaio, e per studiare l’area umida arrivano da tutto il mondo». L’ultimo esempio? I ricercatori dell’Università di Oslo, guidati dal professor Ricardo Jorge Lopes, che proprio in questi giorni sono alle prese con un’indagine genetica sul pollo sultano. «Partiremo subito con un progetto pilota - ha aggiunto Tiana - dedicato soprattutto alle scuole dei Comuni che circondano il Parco: ad oggi, le richieste non si contano ed è per questo che pensiamo di poter arrivare alle famose centoventi escursioni l’anno. Inoltre, nelle sale dell’edificio Saliscelti, sede del Consorzio di gestione, allestiremo diversi laboratori e mostre fotografiche, mentre per quanto riguarda le visite guidate, l’intenzione è quella di acquistare un apposito pulmino che porti in giro i visitatori». Le criticità però non mancano, come ha ricordato il direttore Generale Mariano Mariani: «I prossimi obiettivi riguardano i controlli sugli accessi ed un più capillare presidio del territorio. Abbiamo già fatto dei passi in avanti, con la videosorveglianza e l’importante supporto delle guardie forestali e degli agenti di polizia municipale. Siamo però consci del fatto che gli interventi a posteriori non bastano, e dobbiamo puntare soprattutto sulla sensibilizzazione». Cosa riserverà il futuro? «Lo dirà il Piano di gestione - ha detto Mariani - che approveremo entro l’anno. Le linee di sviluppo però ci sono già: riprendere l’attività di produzione del sale, non tanto per approfittare di un risvolto economico, ma perché questa attività è utile al mantenimento del sistema di circolazione delle acque dolci e salate. È poi chiaro che puntiamo anche sui possibili fini terapeutici del patrimonio presente nell’area umida. In questo senso - ha concluso Mariani - crediamo che due strutture come il nuovo e il vecchio ospedale Marino possano essere impiegate come strutture di supporto alle varie attività».
di Pablo Sole