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pubblicato da L'Unione Sarda il 5 agosto 2006

Manifattura e le saline alla Sardegna


Sì del Governo al decreto per il trasferimento dei beni demaniali

Mezzo secolo può bastare: dopo anni e anni di attese e discussioni (56, per la precisione), il Governo si ricorda di attuare lo Statuto sardo sul trasferimento alla Regione dei beni demaniali. L’articolo 14 era appunto lì da una vita, a dire - invano, finora - che «la Regione succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali». Serviva però una norma di attuazione: ieri il Consiglio dei ministri, cara grazia, ha approvato un decreto legislativo che provvede in tal senso.
I BENI. La Manifattura tabacchi di Cagliari, per dare un’idea, è uno dei beni in questione. Da tempo la Regione la reclama, addirittura l’attuale maggioranza la immagina come sede della “fabbrica della creatività”, qualsiasi cosa voglia dire. Ma tra gli immobili che potrebbero essere presto trasferiti ci sono, sempre a Cagliari, l’ospedale di Is Mirrionis insieme alla chiesa e ad alcuni impianti sportivi, le vecchie saline di Molentargius. E poi l’ex convito Canopoleno di Santa Caterina, a Sassari, alcuni beni ex militari già passati all’Agenzia del demanio (molti casi soprattutto nella zona di Palau). E poi tutte le torri costiere, che non molto tempo fa lo Stato sembrava sul punto di vendere o concedere a privati.
LA DECISIONE. La svolta è stata preparata dall’insistenza del ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta: dopo aver recitato la parte della cattiva , proponendo l’impugnazione di tre leggi regionali in un mese, stavolta ha insistito per ottenere questo provvedimento. Ha dovuto superare, tra l’altro, qualche obiezione di tipo patrimoniale e fiscale sollevata dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. A sostegno della proposta si è invece speso il ministro della Difesa Arturo Parisi. La Lanzillotta aveva affrontato questo problema alcune settimane fa con Renato Soru, che ieri ha partecipato al Consiglio dei ministri. Facendo notare, tra l’altro, che per la Manifattura tabacchi la Regione deve garantire la custodia giudiziaria, che determina anche costi notevoli. «Questa decisione - ha affermato al termine il presidente della Regione - è un importante passo avanti, e non solo il riconoscimento del diritto sancito dallo Statuto sardo. Infatti l’esecutivo si è anche impegnato a semplificare e ad accelerare il procedimento amministrativo per il trasferimento di questi beni, attraverso una commissione mista che si occuperà permanentemente di aggiornare l’elenco degli immobili e di trasferirli ».
L’ITER. Parole simili a quelle, altrettanto soddisfatte, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Ma la vera novità della decisione di ieri è che il Consiglio dei ministri ha fatto piazza pulita di un’interpretazione dell’articolo 14 anch’essa vecchia di decenni, che finora aveva impedito il trasferimento dei beni. Secondo quella lettura, la norma statutaria si applicherebbe solo ai beni dismessi dallo Stato prima dell’entrata in vigore dello Statuto stesso. Ora nessuno potrà più sostenerlo. Una commissione paritetica Stato-Regione aggiornerà periodicamente gli elenchi dei beni demaniali da trasferire. Tra questi, però, non ci saranno sicuramente l’Arsenale della Maddalena e altri immobili ancora utilizzati per scopi militari (perché non ancora passati dal ministero della Difesa al Demanio): per quelli il percorso sarà più lungo.
di Giuseppe Meloni