pubblicato da L'Unione Sarda il 5 maggio 2002
Contraddizioni in riva al mare: ora i tecnici smentiscono i politici
Ieri convegno di Legambiente, oggi manifestazione del centrosinistra
Poetto: la storia infinita. Mentre i bulldozer, come molti temevano, spargono i cumuli di sabbia originale su quella grigio-topo, Legambiente annuncia che tra un mese farà un sopralluogo con alcuni parlamentari e, per bocca della responsabile scientifica Lucia Venturi, invita la Provincia "a dire le cose come stanno, senza coprirsi dietro i tecnici e le presunte bombe degli ecoterroristi".
dai toni forti, ieri all'Ersu: sala tappezzata dagli articoli dei giornali e, su un tavolino, le cartoline da spedire al presidente Sandro Balletto (ne sono state raccolte 3500). "Chiediamo solo il rispetto degli impegni: ci avevano assicurato che la sabbia sarebbe diventata bianca in tre mesi", ha rilanciato il presidente Vincenzo Tiana, ricordando quanto poco del progetto originale (viabilità, cordone dunale e zone verdi) sia stato finora realizzato.
Nel mirino, in particolare, lo "scoordinamento" tra gli esperti. Tant'è che il direttore del dipartimento di Scienze della Terra, Felice Di Gregorio, vista la delicatezza della situazione, ha preferito ascoltare tutti in religioso silenzio. La confusione spiazza gli stessi addetti ai lavori. Lo ha rilevato Eugenio Fresi, docente di Ecologia all'Università Tor Vergata, tra gli autori della normativa sui ripascimenti, lo ha ribadito Tonino Piludu (Cgil).
Il geologo Paolo Orrù, responsabile del monitoraggio, ha illustrato i dettagli, spiegando che il ritrovamento delle bombe ha ritardato i lavori di un mese. "La fase di monitoraggio inizia adesso e per vedere qualche risultato bisognerà aspettare almeno un anno. Non è stato mai detto che la sabbia sarebbe diventata bianca in tre mesi", ha aggiunto Orrù, contraddicendo le dichiarazioni dell'assessore Renzo Zirone dopo l'inizio dei lavori. Orrù ha poi spiegato che "nel progetto è stato previsto un piccolo aumento di granulometria della sabbia per rendere la spiaggia stabile senza necessità di opere di contenimento", ancora contraddicendo Zirone, che ha più volte assicurato la sistemazione in mare di "un chilometro e mezzo di fascine salva sabbia". Quanto al colore, Orrù ha indicato la causa "nei solfuri dovuti alla decomposizione del materiale organico, scomparsi negli esperimenti con l'acido nitrico fatti in laboratorio", ed ha assicurato che la sabbia è stata dragata rigorosamente nei luoghi pattuiti. "Sconfinare avrebbe significato raccogliere limi e argille". Il consigliere provinciale dell'opposizione Marina Valdes, con una dettagliata ricostruzione storica, ha replicato che "i tracciati della draga dicono esattamente il contrario".
Insomma, in caos. Proprio quando, ha anticipato il senatore Rossano Caddeo, stanno per passare alla Regione le competenze in materia di dragaggi. L'ex presidente Federico Palomba ha auspicato una conferenza di servizi tra Regione, Provincia e Comuni. Molti hanno mostrato perplessità sull'opuscolo distribuito dalla Provincia durante la sagra di Sant'Efisio: una "pubblicità ingannevole", l'ha definito il consigliere regionale Giampiero Pinna, rilanciando l'idea di sottoporre la questione a una Commissione europea. La storia continua e oggi (ore 10.30, Prima fermata) ci sarà un'altra manifestazione del centrosinistra: "Salviamo il Poetto".
È stato lanciato anche un allarme: "Il presidente della Provincia Sandro Balletto e la giunta stanno tentando di coprire con una pubblicità mendace il disastro fatto al Poetto". Marina Valdes, consigliere provinciale dei Democratici, domani sarà in prima fila: "Incontreranno i cittadini per far capire in che modo è stato travisato il progetto originario di ripascimento della spiaggia e quindi il capitolato d'appalto". Nel dettaglio: "Quel progetto doveva portare sabbia direttamente compatibile, ma è stato distorto in modo tale da permettere all'impresa di versare materiale senza alcun lavoro di vagliatura e campionamento". Di più: "Non è stata rispettata la granulometria e la composizione chimica. Va inoltre sottolineato che il ripascimento doveva avvenire per una profondità massima di 15 metri mentre si è arrivati fino a 80, davanti allo stabilimento del Lido". Perché le denunce partono soltanto adesso? "Lo abbiamo già fatto ma continueremo a farlo nei luoghi istituzionali e dove la popolazione potrà sentirci. In questi giorni, per esempio, si sta mettendo la sabbia originale sul materiale di ripascimento per dare l'illusione che stia diventando bianco". Un "fatto gravissimo - hanno detto i consiglieri del centrosinistra - perché in questo modo si rischia di perdere tutta la sabbia originale". Indice puntato su un'altra iniziativa della Provincia: "Durante la sfilata di Sant'Efisio sono stati distribuite migliaia di copie di un opuscolo con foto false sul Poetto nelle quali la sabbia appare bianca".
di Alessandro Zorco