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pubblicato da La Nuova Sardegna il 5 aprile 2002

La bomba al Poetto: "Dalla tragedia passiamo all'operetta"


Polemiche reazioni alle affermazioni di Zirone sull'ordigno portato da ignoti

CAGLIARI. Per Renzo Zirone, la bomba al Poetto è opera di qualche bontempone, col gusto dello scherzo pesante-criminale. Per l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia è "difficilissimo" che quell'ordigno sia stato pescato dalla draga e che abbia sopportato (senza esplodere) la potenza di quindici atmosfere prima di essere `sparato' sulla spiagga. Ma le sue affermazioni hanno già creato molte polemiche. Il Centro di intervento giuridico e gli Amici della terra hanno precisato, in un comunicato, che "dalla tragedia stiamo passando all'operetta". L'assessore Zirone, si domandano i due gruppi ambientalisti "non viene minimamente sfiorato dal più piccolo dubbio che `qualcosa' non sia stato fatto secondo il progetto approvato, secondo il capitolato d'appalto, secondo le più banali regole della prudenza?". Non si è accorto "che il suo `ripascimento', al di là del colore della sabbia, vede il Poetto pieno di conchiglioni, pettini, sassi, sabbioni, tutti impossibilitati per ragion di natura a passare nei forellini da 1 millimetro del setaccio previsto dal progetto e capitolato?". Giuseppe Macciotta (consigliere comunale della Margherita) sottolinea che "pur con tutto il rispetto per l'assessore Zirone, quello che lui dice è una bufala senza eguali. In realtà il ritrovamento dell'ordigno è la riprova che quello che vado dicendo da tempo è vero: se l'impresa avesse estratto la sabbia dal punto indicato e per un massimo di 50-100 centimetri di profondità, non sarebbe emerso alcun ordigno. Un oggetto simile, in mare da 60 anni, chissa a quale profondità sarebbe andato. Invece il fatto che abbia aspirato un ordigno è la prova provata che hanno scavato e aspirato durante il percorso a profondità superiori, prima di arrivare al punto di raccolta. Inoltre, nel capitolato d'appalto era indicato che si doveva eseguire anche la bonifica dagli ordigni che, evidentemente, non è stata fatta. A questo punto auspico che, a prescindere dagli altri interventi, la Provincia agisca immediatamente per accertare se quanto si dice è, o meno, corrispondente a verità". Affermazioni "come quelle di Zirone, quando si fanno, vanno suffragate da elementi precisi" spiega Giulio Matzeu (consigliere provinciale dei Ds): "E più verosimile _ continua _ che quell'ordigno sia stato `sparato' dalla draga assieme alla sabbia. Poi non ho capito perchè una persona dovrebbe mettere, lì, un proiettile. A chi giova?". Per Marina Valdes (consigliere provinciale della Margherita) "è meglio sperare che l'ordigno sia stato trasportato dalla pompa della draga. Altrimenti sarebbe spaventoso pensare che qualcuno abbia messo, lì, la bomba. Il ritrovamento dell'ordigno dimostra, semmai, che l'opera di vagliatura della sabbia non è stata fatta per niente". "Siamo a livello di cabaret _ afferma Gian Piero Meloni (consigleire comuanle dei Ds) _ tutte le cose dette in libertà, come quelle affermate dall'assessore Zirone, sono da bar: non valutabili. Per esaminarle occorrerebbero dei parametri precisi. Da medico posso dire che ha qualche scusante in quanto, probabilmente, ha un forte senso di colpa e qualcosa la deve pur dire. Andando tutto bene, ci siamo rovinati due o tre estati. E non è poco".
di R. P.

Che acume! E se l'avesse messa proprio lui?


L'Intervento

Anche nel marcondironderò di De Andrè si palleggiavano una bomba. Ma pensavamo fosse solo una canzone: sarà gettata, la bomba? Oppure ci salverà l'aviatore, che non lo farà? Nel mondo del 2002, secondo Dalla, tutto si avvera, soprattutto a Cagliari. Infatti al Poetto la bomba è già gettata, l'ha sparata il tubo della draga mangiasabbia. Ci voleva, una bomba. Perché per venti giorni le loro signorie di Comune e Provincia hanno trasformato i cagliaritani in tanti piccoli chimici, appassionandoli alla granulometria, al decantamento, all'esame di quarzi ed argilla. Alcuni hanno tentato di convincerci che la nostra vecchia cara sabbia de su Poettu sembrava bianca, ma in realtà era nera. Finchè i cagliaritani, stufi di esperti di tutti i colori, dal nero al grigio topo, hanno capito che li stavano turlupinando, che bisognava cercare le responsabilità politiche. Cioè chiedere se il capitolato ed il progetto erano stati rispettati. Perché qualcuno li aveva tranquillizzati a sproposito: vedrete, due settimane e sarà bianca come l'altra... A quel punto ecco arrivare la bomba: la bomba è già gettata, chi la prenderà? Per fortuna l'assessore Zirone, col suo occhio vigile, ha subito proposto un nuovo gioco per tenere occupata l'attenzione dei cagliaritani: ha affermato, da vero esperto, che "la bomba ce l'ha messa qualcuno". Ha scoperto che la contraerea del 43 non era tanto potente da sparare un proiettile a tre miglia e mezzo. Inoltre ha osservato che la bomba era solo arrugginita e non intaccata "dalle correnti voltaiche". Zirone ha osservato che è stata trovata in posizione "perfettamente orizzontale". Che cultura Che acume Coraggio, cagliaritani: mettete in soffitta il piccolo chimico e correte a comprare il `il piccolo Sherlock Holmes', così vi distrarrete e la smetterete di chiedervi di chi sia la colpa se il Poetto non è più il nostro Poetto. "Chi prenderà la bomba?" cantava De Andrè. La prenderanno tutti, rispondeva il coro, sian belli o siano brutti, sian furbi o sian cretini. E se ce l'avesse messa lui? Si, proprio lui, l'assessore che ha ripasciuto la sabbia e che ora deve solo fargli la pettinatura?
di Gianni Loy