pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 novembre 2004
I contenziosi con lo Stato bloccano la città
CAGLIARI. Il parco è determinante per la vita dell’area di Molentargius, ma lo è anche la ripresa della produzione delle saline che del sistema sono il cuore. Sul passaggio di queste ultime alla Regione incombe, però, ancora il contenzioso sugli immobili. Poi c’è la struttura dell’ex Manifattura tabacchi, un immobile dismesso al centro di Cagliari, che il Tar ha assegnato in custodia alla presidenza delal Giunta. Ma il passaggio dai Monopoli alla Sardegna non è ancora definito. Infine vi sono una serie di aree militari non più utilizzate dalla difesa, anch’esse virtualmente della Regione. Solo che senza un’istuttoria che coinvolga la commissione paritetica Stato centrale-Regione, di fatto tutto resta fermo. «Occorre, infatti, non fermarsi alla vittoria di principio, pur importante - sottolinea Rossano Caddeo, senatore Ds e primo parlamentare ad avere lanciato l’allarme sulla vendita (poi fatta rientrare) dell’ex Manifattura - occorre che tutti gli immobili passino, di fatto, alla Regione». Sulla base dell’articolo 14 dello statuto regionale, il patrimonio dismesso dello Stato centrale deve transitare alla Regione. «Ma per farlo, così come è avvenuto (anche se il passaggio non è ancora concluso) per le Saline di Molentargius, occorre la predisposizione di un tavolo Stato-Regione che porti a un Dpr specifico che ne sancisca il trasferimento». Il problema, però, è anche più ampio. «Nella tanto discussa legge di dismissione dei beni dello Stato, vi sono anche molti immobili presenti in Sardegna - continua Caddeo - per questo è necessario affrontare nel suo complesso il discorso del passaggio dei beni dismessi dello Stato alla Regione. Tanto più che il piano di infrastrutturazione strategico del governo di Roma (una spesa di sessantamila milioni di euro ricavati da queste vendite), non comprende la Sardegna».