pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 novembre 2004
Un centro di scienza nell’ex tabaccheria?
CAGLIARI. Oltre alle saline di Molentargius e ai relativi immobili, l’ex Manifattura tabacchi rappresenta l’altro grande bene cittadino che dovrebbe passare alla Regione. Anche su questo c’è stato un contenzioso aspro con lo Stato centrale che, per il momento, è stato vinto dal governo dell’isola. Il tribunale amministrativo regionale (Tar) lo ha dato in custodia alla Regione per impedirne la vendita da parte della società Eti per conto del governo di Roma. L’ultima parola - seppure, come si dà per scontato, a favore dell’isola - spetterà alla Corte costituzionale (a cui si era appellato l’allora presidente della Regione, Mauro Pili), che dovrebbe pronunciarsi a giorni in relazione alla priorità dell’articolo 14 dello statuto sardo (che ha valore costituzionale) sulle leggi dello Stato centrale. Tutto era iniziato quando si venne a sapere che la l’Eti aveva venduto l’immobile alla Fintecna (società a capitale pubblico), alla fine di dicembre del 2002. La Regione reagì facendo anche un esposto al Tar in cui si chiedeva il sequestro giudiziario dell’immobile sulla base - appunto - dell’artiolo 14 dello statuto. Il tribunale civile di Cagliari accolse il ricorso e ai primi di giugno del 2003 nominò il presidente della Giunta custode giudiziario dello stabilimento (16 mila metri quadrati di cui 12 mila di coperto, per una cubatura di 110 mila metri, valore catastale oltre 50 milioni di euro). Intanto anche i parlamentari sardi si erano fatti sentire e lo stabile dell’ex manifattura tabacchi venne stralciata dalla vendita alla Fintecna. Una richiesta in tal senso era stata approvata dal Parlamento nel febbraio del 2003. Il tentato scippo risale al 27 dicembre del 2002: l’ex Manifattura tabacchi, dismessa due mesi prima, era stata - come accennato - venduta assieme a una trentina di immobili dell’Eti dal governo alla Fintecna, la società che - tra le altre cose - sovrintenderà alla realizzazione e gestione del ponte sullo stretto di Messina. Alle richieste della Regione, il ministero delle Finanze aveva ribadito la sua posizione. Alla fine, dopo la protesta dei parlamentari sardi, la vendita venne stralciata. E il 19 febbraio del 2003, dopo la Camera dei deputati, anche il Senato approvò la trasformazione in legge del decreto fiscale contenente lo scorporo della struttura di viale Regina Margherita dalla cessione. Poi iniziò il discorso sul «che fare?» di questo importante immobile. Una proposta regionale (firmata da 43 consiglieri) ipotizzò di realizzarvi una società della scienza per la diffusione del sapere scientifico. Intanto, però, «nelle more del contenzioso di merito, il sequestro impedisce qualsiasi trasformazione della destinazione dell’immobile senza la volontà della Regione. E tutto resta fermo.
I Monopoli: «Quei locali sono nostri»
CAGLIARI. «Mettiamo Regione e ministero dell’Economia attorno a un tavolo e discutiamo. Altrimenti la questione-saline rischia di diventare irrisolvibile», questa la proposta del senatore diesse Rossano Caddeo, fatta quest’etate. «Mi risulta, però - ha precisato ieri - che la situazione non sia ancora sbloccata». La ‘questione-saline’ riguarda il contenzioso sugli immobili dell’industria del sale situati all’interno dell’area di Molentargius: la Regione li richiede tutti, per finalizzarli alle attività del parco; il ministero ha ceduto solo un edificio, il ‘Saliscelti’, gli altri vuole tenerli per sè, per le mansioni dei dei Monopoli. La Regione richiede la consegna di tutto il compendio delle saline al governo dell’isola in quanto si tratta di un’attività dismessa e, come recita lo statuto regionale (l’articolo 14), queste devono passare al demanio regionale. Inoltre nella Finanziaria nazionale del 2000 venne inserito un articolo specifico per la consegna dell’industria del sale alla Regione, ai fini del costituendo parco di Molentargius. Ma la questione non è stata risolta e il braccio di ferro continua. Intanto l’iter burocratico è andato avanti: è stata costituita la commissione paritetica che ha ‘istruito’ le pratiche per il passaggio, ma la delibera che ne sancisce le consegne non è stata licenziata proprio per il contenzioso sugli immobili. Il compendio delle saline comprende 1.100 ettari: quattro sono quelli con gli immobili contesi.