pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 ottobre 2005
Resa dei conti sul Poetto
Il 15 novembre Balletto e Zirone davanti al giudice
CAGLIARI. Per il disastro
del Poetto arriva la resa dei
conti: il gip ha fissato per il 15
novembre l’udienza preliminare
in cui si deciderà se l’ex
presidente della Provincia
Sandro Balletto, l’ex assessore
ai lavori pubblici Renzo Zirone
e gli altri undici indagati
dovranno rispondere in tribunale
dell’accusa di avere —
con ruoli e livelli di responsabilità
diversi — provocato la
devastazione della spiaggia
storica della città, trasformandola
con un intervento di
ripascimento sbagliato in
quello che è oggi: una distesa
di materiale grigio, disseminata
di pietrisco. Chiusa l’inchiesta
preliminare alla fine
di maggio i pm Daniele Caria
e Guido Pani avevano presentato
ai primi di settembre la
richiesta di fissare l’udienza
preliminare. Ora c’è la data.
Secondo i due magistrati la
responsabilità dei due ex amministratori
provinciali è legata
soprattutto a un elemento:
potevano fermare il disastro
ordinando un stop immediato
allo sversamento del
materiale nero sull’arenile.
In base alla legge non impedire
un fatto equivale a cagionarlo.
In altri termini: Balletto
è accusato formalmente
di abuso d’ufficio perchè l’8
marzo del 2002 non ha fermato
i lavori di ripascimento, lasciando
che la draga Antigoon
noleggiata dall’impresa
esecutrice Ati Mantovani-Sidra-
Gavassino continuasse a
scaricare sull’arenile migliaia
di metri cubi di fanghiglia
scura e pietrame succhiati
dal fondale marino al posto
della sabbia bianca. Per i due
magistrati Balletto aveva il
dovere e il potere di intervenire,
lo scempio della spiaggia
poteva essere evitato con un
semplice ordine di stop all’impresa
esecutrice.
Davanti al tribunale finirà
quasi certamente anche Renzo
Zirone, l’intero staff dirigenziale
della Provincia chiamato
a governare l’intervento
sulla spiaggia, la commissione
scientifica di monitoraggio
sui lavori e i vertici dell’associazione
temporanea
d’imprese Mantovani-Sidra-
Gavassino che li ha realizzati.
Tutti — con sfumature
tecniche diverse — responsabili
per i due pubblici ministeri
di aver stravolto nei fatti
quanto stabiliva con precisione
il capitolato d’appalto. Zirone,
il geologo e funzionario
della Provincia Salvatore Pistis
(46), il dirigente della viabilità
Andrea Gardu (60), il responsabile
del procedimento
Lorenzo Mulas (53), il presidente
del consiglio d’amministrazione
della Mantovani
Piergiorgio Baita (57) e il dipendente
della Sidra che si occupava
del ripascimento Daniele
Defendi (50) sono accusati
di concorso in danneggiamento
aggravato: Zirone e i
dirigenti perchè hanno disposto
che il materiale venisse
prelevato in un’area diversa
da quella indicata nel capitolato
d’appalto, nonostante la
stessa impresa avesse segnalato
la mancanza di garanzie
sulla conformità. I dirigenti
dell’impresa per non aver selezionato
il materiale, riversando
sul litorale quintali di
pietrame. Sott’accusa per concorso
in falsità ideologica aggravata
anche i membri della
commissione scientifica pagata
per seguire l’intervento sulla
spiaggia: sono Andrea Atzeni
(63 anni), Paolo OrrÈ (50),
Giovanni Serra (52), Luigi
Aschieri (67), i dirigenti Salvatore
Pistis e Andrea Gardu
con il geologo Antonello Gellon
(49), che doveva vigilare
sul lavoro a bordo della draga.
Infine l’amministratore
della società Sarcobit Marcello
Vacca (38 anni) insieme a
Zirone, Gardu e Mulas è accusato
di aver stoccato senza autorizzazione
800 metri cubi di
rifiuti tratti dalla pulizia della
spiaggia nell’area del tiro a
volo, alle spalle del Poetto.