pubblicato da L'Unione Sarda il 4 agosto 2008
«Un'autorità unica per il Poetto»
Le proposte di centrodestra e centrosinistra a bordo della Goletta Verde di Legambiente
Il primo tentativo di ridare linfa vitale e metri di sabbia al Poetto è andato male, anzi: è stato "un vero e proprio
disastro", stando alle parole di Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente. Quindi, perché non riprovarci con un
secondo ripascimento?
LO STUDIO Idea che può sembrare semplice provocazione e che invece è qualcosa di più. Quasi un prologo a un futuro progetto,
visto che "la Regione ha già effettuato uno studio" sull'arenile compromesso dall'intervento del 2002 e ora "sa quali
caratteristiche ha la sabbia che sta negli strati inferiori dei primi chilometri di spiaggia".
PARCHEGGI E POLITICA La notizia fa capolino tra le righe di un incontro organizzato ieri mattina dall'associazione
ambientalista che, pur dovendo spiegare - nelle intenzioni - quali tremende conseguenze ha lasciato in eredità ai
cagliaritani la draga Antigoon, durante il breve tragitto dal porto allo stabilimento del Lido a bordo del due alberi
Delphin di Goletta Verde ha invece spaziato dalla proposta di un secondo innesto, definito "sperimentale", all'idea
comunale dei parcheggi interrati a Marina Piccola fino all'istituzione di una zona pedonale che arrivi all'ospedale Marino.
Tocco finale, e non poteva essere altrimenti vista la presenza a bordo di due consiglieri regionali (Chicco Porcu del Pd e
Luciano Uras di Rifondazione) e la fugace visita prima della partenza del sindaco Emilio Floris, argomenti più strettamente
politici quali l'individuazione di una autorità unica in grado di decidere sul Poetto e la necessità di "coinvolgere la
cittadinanza in tutte le decisioni che riguardino la spiaggia", senza dimenticare il progetto che prevede un percorso
pedonale che dal porto arrivi al lungomare.
IL RIPASCIMENTO Quella di un nuovo intervento sull'arenile più che una proposta è una necessità, a sentire Tiana:
"La granulometria della sabbia oggi è identica a quella del 2002", come a dire che la tanto promessa normalizzazione
della spiaggia ("Tornerà bianca e fine", avevano promesso sei anni fa gli allora presidente della Provincia Sandro
Balletto e assessore ai Lavori pubblici Renzo Zirone) non arriverà mai. I problemi "sono identici", mentre il mare "si
è già ripreso spazio: la rotonda del Lido, allora saldamente ancorata a terra, ora ha 8 file di pilastri immersi nell'acqua".
Questo vuol dire che il livello della sabbia "è arretrato di 65 metri" creando anche un forte dislivello tra battigia e
acqua: "Al D'Aquila ci sono delle passerelle in legno per aiutare gli anziani a entrare in mare". Ecco perché, secondo
Legambiente, "quando chiediamo un nuovo ripascimento crediamo di interpretare l'aspettativa dei cagliaritani, che
vogliono la sabbia originaria". E visto che le sentenze che hanno condannato politici e tecnici autori del primo
intervento "parlano di disastro ambientale", questa volta "l'intervento dovrà essere diverso. Si potrebbe sperimentare
per uno o due anni, con innesti graduali". Magari "di 300 metri alla volta", come suggerito dal sindaco Floris. È vero
che, visti i precedenti, il timore dei cagliaritani per un nuovo orrore sarebbe elevato. Ma "la scienza può aiutare",
ha sostenuto Tiana, "la Regione nel 2005 ha commissionato uno studio all'Università di Pisa e adesso, grazie ai carotaggi,
sa quali caratteristiche ha la sabbia che si trova negli strati inferiori e come intervenire, ricostituendo anche la fascia
di dune a ridosso della strada".
"IL MULTIPIANO NO" Ma siccome oltre la spiaggia c'è di più, ecco il passaggio al "restauro paesaggistico". Cioè, non solo
sabbia ma anche ciò che gli gira intorno: traffico, parcheggi, gestione complessiva del litorale. Legambiente si dice
favorevole alla pedonalizzazione, che nel progetto della Giunta comunale dovrebbe arrivare fino all'ospedale Marino,
ma nettamente contraria alla proposta, sempre del Comune, di un parcheggio interrato a Marina Piccola, stoppata anche
da Chicco Porcu ("è territorio regionale", quindi il via libera si preannuncia complicato). "Il multipiano attirerebbe
traffico", ha sostenuto la portavoce di Goletta Verde Rita Guadagnini, "quindi meglio non agire in modo avventato". La
soluzione ideale sarebbe "il ritorno del tram, come 30 anni fa. Ovviamente in chiave più moderna". Come punto di scambio
si potrebbero utilizzare "i 4.500 posti auto del Sant'Elia, vuoti durante tutta l'estate e che non vengono messi al servizio
dei bagnanti". Quindi: si lascia la macchina davanti allo stadio, poi si sale sul tram che, a cadenza regolare e magari
gratuitamente, trasporta i cagliaritani fino alla fermata desiderata (non oltre la settima).
CHI GESTISCE? Idea che mette d'accordo, pare, anche sindaco del centrodestra e consiglieri regionali di centrosinistra,
anche se al momento solo a parole. Il problema è la gestione: chi ha autorità sul litorale? Se Floris sottolinea che "al
momento il Comune può fare poco, in attesa di avere competenza sulle coste", Uras propone l'individuazione di "un'autorità
unica per il Poetto", un ente "riconosciuto da Comune, Provincia e Regione" che governi e decida per il meglio il futuro di
spiaggia e litorale. Anche se, come ha sottolineato Chicco Porcu, "serve maggiore rispetto da parte di tutti: se si
continua a buttare le cicche per terra, a parcheggiare le auto sulla sabbia e a organizzare sull'arenile eventi da 50
mila persone, ogni intervento sarà inutile".
di ANDREA MANUNZA