pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 giugno 2010
Le saline, una ricchezza dimenticata con il sogno di riprendere la produzione
Domani l’ultimo appuntamento con le iniziative per il parco di Molentargius
QUARTU. Da anni il consorzio del parco di Molentargius-Saline punta sulla ripresa della produzione di sale, abbandonata da decenni. A parole l’idea non dispiace nemmeno alla politica, che l’ha sempre appoggiata. Eppure all’orizzonte non si vedono segni tangibili, in particolare per problemi legati al passaggio delle aree dai Monopoli di Stato alla Regione e dunque al consorzio.
Nel frattempo, a risentire dei ritardi è soprattutto il complesso sistema che regola la vita del Molentargius-Saline, il cui equilibrio è notoriamente assicurato dal sistema di pompaggio artificiale che assicura la corretta salinità dei bacini e l’interscambio delle acque. Un compito che, fino alla fermata degli impianti, era assicurato dalla produzione del sale. Chiuso quel capitolo, l’ecosistema ha iniziato pian piano a risentirne malamente. Anche per questo ciò che interessa maggiormente il consorzio non è certo - o non solo - il prodotto finale, ma le varie fasi di lavorazione. Nel frattempo però tutto tace, dal consorzio alla Regione fino ai Monopoli. Questo non significa che il parco sia natura morta. Il consorzio e le associazioni che da anni lavorano per lo sviluppo dell’area umida, pur tra mille difficoltà, proseguono le attività rivolte alle scuole e ai cittadini. L’ultima, in ordine di tempo, ha visto partecipare alle escursioni nell’area protetta oltre 700 persone, grazie alla manifestazione “Primavera al parco” promossa dal consorzio e dell’Associazione per il Parco. Domani si replica, con la puntata finale del progetto “Ricicliamo per natura! Dalla carta della terra ai gesti quotidiani attraverso l’arte”, che nelle scorse settimane ha coinvolto diverse classi delle scuole cagliaritane. Il risultato finale? Una mostra con i manufatti prodotti dagli alunni sul tema dell’iniziativa, visitabile fino a domenica 13 giugno.
«I visitatori non mancano - ha rimarcato il presidente regionale di Legambiente e responsabile dell’Associazione per il Parco Vincenzo Tiana - e il successo delle escursioni organizzate pochi giorni fa lo testimoniano. Manca il tassello della ripresa di produzione del sale, anche se il progetto esiste». Basta superare gli ostacoli della burocrazia e renderlo operativo.
di P.S.