Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 giugno 2005

«Il Poetto rientri nel parco di Molentargius»


L’assessore Comandini ribadisce che il lungomare va inserito nel parco
CAGLIARI. «L’idea che il Poetto rientri nel parco di Molentargius è una posizione che io affermo da tempo e che, per il momento, porto avanti a livello personale in quanto non ne ho ancora parlato in Giunta provinciale», spiega Piero Comandini, consigliere comunale dello Sdi e neo assessore provinciale alle Attività produttive e sviluppo economico. «Non dimentichiamo - continua - che nella prima versione della legge istitutiva del parco di Molentargius il Poetto era compreso nel perimetro della zona protetta. Poi fu l’allora sindaco Mariano Delogu e l’assessore comunale competente a chiedere che venisse stralciato perchè, venne detto, si tratta di una zona fortemente urbanizzata ecc. ecc. Ma fu un grave errore». Durante il dibattito promosso l’altro ieri da Legambiente l’assessore Comandini ha chiesto alla Regione, che ha accettato l’invito, di prendere in esame l’ipotesi di inserimento del Poetto all’interno del parco di Molentargius. Ma quali sono i motivi che giustificano l’inglobamento del Poetto all’interno del parco? «Innanzi tutto perchè è un ambiente naturale che ha una sua unità storico geologica. In secondo luogo perchè all’iterno del parco ci saranno tutte le figure scientifiche in grado di garantire un monitorggio del litorale continuo e costante». La storia recente del Poetto mostra sia la necessità di un intervento di recupero in rapporto ai danni prodotti dal ripascimento, che un’esigenza di programmazione: come intervenire? «Credo che la questione vada vista allargando la prospettiva. Penso che si debba avere il coraggio di andare oltre lo stesso parco e puntare a creare un’autorità d’ambito che raccolga tutte le zone umide dell’area: da Molentargius-saline-Poetto a Santa Gilla. Altrimenti continueremo a trovarci e a disperderci in una miriade di competenze, ognuna facente capo a un ente o a un altro e la difficoltà di operare che ne segue». Sul Poetto la Provincia ha avuto una delega che ha poi prodotto l’intervento di ripascimento. Oggi che ruolo può svolgere? «La Provincia ha avuto la delega per un intervento di protezione civile, ma non è a questo che penso, bensì a un ruolo di coordinamento e di programmazione». Lei ha parlato di una autorità d’ambito per le zone umide dell’area, ma come coordinare le diverse competenze o, se si preferisce, i vari interessi dei Comuni interessati? «Oggi come oggi nel bacino di Molentargius-saline-Poetto abbiamo una serie di enti che governano ognuno un pezzettino di territorio. Credo che per il bene di cittadini e dell’ambiente, ognuno dovrebbe rinunciare a qualcosa in nome di un’unica autorità. Anche i baretti sono uno diverso dall’altro. Non solo: tra Caglairi e Quartu c’è una gestione del tutto diversa anche in termini urbanistici e territoriali. Vi sono anche problemi di gestione dei parcheggi e di programmazione del territorio. A Quartu sono stati fatti anche interventi sulla pineta. Eppure si tratta dello tesso territorio. Tutto questo crea sia disordine che incertezza». Il sindaco Emilio Floris chiede alla Regione, sul Poetto, maggiori competenze da mesi... «Sì, ma non bisogna fare battaglie di carattere ideologico, è giunto il momento di sedersi attorno a un tavolo per individuare un percorso in grado di arrivare a un’unica autorità. In questo modo avremo più forza anche per chiedere maggiori finanziamenti allo Stato centrale e all’Unione europea. Senza risorse non è possibile alcun discorso: nè di riqualificazione, nè di sviluppo. Al cittadino non interessa chi gestisce queste aree, quando che le cose si facciano e che l’ambiente sia valorizzato nell’interesse di tutti».
di (r.p.)