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pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 aprile 2002

«Qualcuno ha messo la bomba sulla spiaggia»


L'assessore Renzo Zirone accusa: «Presenterò una denuncia contro ignoti»

CAGLIARI. La Provincia passa al contrattacco. Renzo Zirone, l'assessore ai Lavori pubblici che gestisce il ripascimento del Poetto, precisa che «sta valutando la possibilità di presentare una denuncia contro ignoti perchè chi ha messo l'ordigno sulla spiaggia, ha fatto già perdere al cantiere una settimana». Per Zirone, la bomba trovata sul lungomare non è «figlia» della draga succhia-sabbia o del mare che l'ha portata sino a riva, «ma di qualcuno che ce l'ha messa, facendo un brutto servizio alla città. Il grosso dei lavori di ripascimento del Poetto è terminato. Al punto in cui siamo arrivati, bloccare significa impedire di fare la grigliatura, la pettinatura e il livellamento della sabbia».
Sabato scorso una persona che stava facendo footing ha visto uno strano oggetto sulla spiaggia e ha dato l'allarme. Era un ordigno inesploso della seconda guerra mondiale. Una bomba di 10 centimetri di diametro e 40 di lunghezza, sparata da terra, come difesa. Secondo la Capitaneria di Porto ogni anno si trovano nel golfo di Cagliari, una media di tre oggetti inesplosi. I bombardamenti del '43 hanno lasciato il segno sia come ordigni in entrata (sganciati dagli aerei), che in uscita (dalla contraerea). La Capitaneria ha poi deciso di bloccare i lavori e ha imposto la bonifica anti-bombe come condizione indispensabile per la ripresa delle opere di ripascimento. Adesso la Provincia attende che arrivi l'autorizzazione per la bonifica del lungomare, che deve essere rilasciata dal B.C.A., un ente che sta a Napoli. Ma i tempi sembrano più lunghi del previsto. Una volta avuta l'autorizzazione, la verifica anti-ordigni _ afferma la Provincia _ «sarà fatta in una giornata». Solo dopo potranno iniziare le operazioni di grigliatura e pettinatura del lungomare: per eliminare i sassi e i corpi più grossi. E la livellatura in mare per creare «la gradualità precedente». L'ipotesi più probabile, però, dice che l'ordigno è stato «sparato» dalla draga: gli indizi sono schiaccianti, non ultimo il fatto che sia stato trovato sulla nuova sabbia. Ma l'assessore Zirone rincara l'accusa: «Io ho parlato con gli artificeri e con la Capitaneria _ afferma _ e anche a loro appare `molto improbabile' che un ordigno simile possa essere passato dentro tre chilometri di tubo a una velocità fortissima senza urtare mai nell'avancarica, che è risultata intatta e fuzionante, tanto che l'hanno fatto brillare. Non dimentichiamo, inoltre, che il tubo ha una griglia con maglie di 9 centimetri, ma anche ammettendo che l'ordigno sia stato aspirato dalla draga, sarebbe esploso nella nave... Certo, poi, tutto è possibile, ma è lecito dire che è molto improbabile». Però è difficile che un ordigno del '43 sia messo lì, sulla spiaggia, anche perchè quelle bombe non le si trova tanto facilmente... «A Calamosca se ne possono trovare tante. A me hanno regalato un proiettile di mitragliatrice lungo 18 centimetri. Quell'ordigno è stato trovato adagiato in modo perfettametnte orizzontale, a trenta metri circa dalla linea di riva. Posso almeno pensare che sia stranoo? In più era solo arruginito, come se un ordigno che resta in mare per quasi sessant'anni non venga `mangiato' dalla correnti voltaiche». Però, se era sotto la sabbia, è rimasto protetto... «Allora mi si deve spiegare come fa un proiettile a trovarsi a 3 miglia e mezzo di distanza dalla riva, circa sei chilometri. La contraerea non era così potente. No, io credo che qualcuno ha voluto fare un brutto scherzo, danneggiando tutta la città perchè ha bloccato l'ultima fase del ripascimento: quella che renderà più vivibile il lungomare per quest'estate». Il Poetto dai mille misteri, alla sabbia scura si aggiunge il giallo della bomba. La polemica è destinata a continuare.
di R. P.