Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 4 febbraio 2006

Blindata e pattugliata l'oasi di Molentargius


QUARTU. Parco blindato e sorveglianza a tutto campo: sono i primi effetti dell'incontro tra i vigili urbani dei quattro comuni che gestiscono l'area del Molentargius-Saline, gli agenti della Forestale e i funzionari della Asl 8. Presente anche il presidente del Parco, Gigi Ruggeri.
Gli ingressi all'area protetta saranno pattugliati dagli agenti della polizia municipale e dagli uomini della Forestale, e l'accesso sarà consentito esclusivamente ai residenti muniti di pass: tutti gli altri rimarranno fuori dai confini dell'area umida.
Una seconda novità riguarda invece il campo d'azione dei vigili urbani, finora limitato al territorio del Comune d'appartenenza.
Secondo le nuove disposizioni, gli agenti potranno muoversi ed intervenire in qualsiasi zona del parco di Molentargius, anche al di fuori della normale giurisdizione. Per rendere effettive le decisioni stabilite ieri mattina si attende solo il via libera della prefettura, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Occhi puntati anche sul randagismo, la spina nel fianco del nuovo Parco: nei mesi scorsi, dopo il ritrovamento di alcuni animali sgozzati in mezzo ai canneti, è montata una furiosa polemica che ha raggiunto il suo apice quando un branco di cani ha assaltato un ovile facendo razzia di pecore e agnelli.
"Non vogliamo azioni di guerra - ha detto in merito Gigi Ruggeri - ma una sorveglianza efficace nell'area del parco. Non stiamo cercando effetti spettacolari e non abbiamo intenzione di trasformare un prezioso ecosistema in un teatro per esercitazioni militari. Ieri abbiamo organizzato un primo sopralluogo, con l'obiettivo di valutare le condizioni operative per la cattura dei randagi, e le indicazioni raccolte si sono trasformate in un piano d'azione che coordina al meglio le forze disponibili". Dai primi rilievi, è emerso un particolare che il presidente del Parco aveva ventilato già all'indomani dell'assalto all'ovile di Medau su cramu, avvenuto poco più di un mese fa: "Stiamo studiando con molta attenzione la composizione dei branchi di cani che attraversano l'area umida - ha detto Ruggeri - e sempre più spesso scopriamo che non sono composti da randagi, ma da animali con un proprietario e una casa dove tornare. Dunque, più che dei fucili narcotizzanti avremmo bisogno di un diverso senso civico fra i cittadini". L'azione di vigilanza è comunque già confortata da un primo riscontro: dopo la strage di cani e di pecore dello scorso dicembre, non si è registrata nessuna aggressione.
"Ora stiamo difendendo la nidificazione dei fenicotteri - dice il presidente - e lavoriamo per garantire le migliori condizioni di vita alle specie protette. Ma abbiamo a cuore la sorte di tutti gli animali, e vogliamo scegliere sempre le strade più rispettose dell'ambiente che li ospita".
di Pablo Sole