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pubblicato da L'Unione Sarda il 4 gennaio 2002

Poetto, i soldi non voleranno via


Provincia. Arriva dal Governo una proroga di quattro mesi per il ripascimento dell'arenile: salvi i 30 miliardi
Il soldi per ridisegnare il Poetto restano nella cassaforte della Provincia. Almeno per quattro mesi ancora. A Roma hanno assicurato (per ora solo a parole) che la scadenza del 31 dicembre 2001, già indicata come termine ultimo per il ripascimento della sabbia, slitta al 30 aprile 2002. «Prima di Natale», spiega Renzo Zirone, assessore alla Viabilità della Provincia, «sono stato al ministero della Protezione civile e delle Entrate, dove ho avuto assicurazioni per una proroga di quattro mesi».
La settimana prossima dovrebbe arrivare la conferma scritta. Tanto più perché in nessuna delle altre regioni che, nel 1997, beneficiarono di finanziamenti per la prevenzione di dissesti idrogeologici ed erosioni (Molise, Calabria e Sicilia), hanno completato le opere.
Cause di forza maggiore, ha spiegato Zirone ai dirigenti dei due ministeri, hanno impedito il rispetto dei termini. «Ho presentato il dossier completo sui danni arrecati al Poetto e non solo dalla terribile mareggiate del 10 e 11 novembre. Non solo non dovremmo perdere il finanziamento ma», aggiunge l’assessore, «dovrebbero arrivare un po’ di miliardi in più ad integrazione del finanziamento iniziale di trenta miliardi». La mareggiata, spiega ancora Zirone, è la prima causa del ritardo di fine anno nell’operazione-ripascimento. L’avaria alla nave idrovora che stava pescando la sabbia in un fondale di una cinquanta di metri al largo del Golfo di Cagliari ha sì rallentato le cose, ma non quanto la burrasca di novembre. «La commissione di monitoraggio ha dovuto rivedere i punti del ripascimento. Inevitabile: dopo la mareggiata, tutta la linea di battigia è stata modificata. E così», dice ancora l’assessore, «in alcuni tratti in cui originariamente non era previsto alcun intervento, come la zona della Bussola, a Quartu, è necessario immettere sabbia. E da qualche altra parte vale il discorso opposto».
La caccia alla sabbia nei fondali del Golfo era iniziata il 27 novembre scorso, a diciotto miglia a sud-ovest dalla Sella del Diavolo. Ma, da allora, non un solo metro cubo di sabbia è arrivato sull’arenile. La nave (200 metri di lunghezza, 50 membri di equipaggio), oltre alla sabbia, il 15 dicembre ha pescato anche qualche masso: durante l’aspirazione, la griglia di protezione non è scattata e il meccanismo che estrae la sabbia è rimasto danneggiato. Prima di far rientro da dove era partita (Venezia), la nave ha scaricato 20 mila metri cubi di sabbia al largo del tratto quartese del Poetto. L’azione del vento e delle onde potrebbe, nel tempo, sospingerla verso riva.
La nuova nave-idrovora arriverà dall’Olanda: in Provincia fanno sapere che sta per essere completato l’allestimento a bordo. Entro il 20 gennaio la nave dovrebbe essere nel Golfo di Cagliari, per iniziare subito le operazioni. «La scadenza prevista dalla proroga», assicura Zirone, «sarà rispettata». Insomma, non si dovrebbero perdere, nemmeno parzialmente, i finanziamenti.
Il problema-Poetto è stato sollevato in Municipio da Piero Comandini, consigliere del gruppo socialista. Rivolgendosi al sindaco, ha sollevato quattro problemi. Quali sono gli esperti nominati dal Comune nella commissione di monitoraggio? Quali i risultati della campagna di indagine che l’impresa era tenuta a svolgere prima dei lavori? Ancora: quali lavori sono stati realizzati fino al momento dell’avaria della nave idrovora? Infine: quali iniziative il Comune intende intraprendere per evitare che i fondi vengano persi? Pur non essendo stato chiamato direttamente in causa, l’assessore provinciale Renzo Zirone ci tiene a far chiarezza anche sui primi due interrogativi sollevati da Comandini. «Esiste una commissione di monitoraggio e ne fanno parte i massimi esperti di geologia e biologia della nostra Università. Ci sono anche alcune persone altamente qualificate che fanno parte della nostra amministrazione. Punto. Il protocollo d’intesa Provincia-Ministero», sottolinea Zirone, «dice chiaramente che solo la Provincia deve nominare l’organismo di monitoraggio. Il fatto che il Comune abbia deliberato di volerne far parte, non significa nulla: il nostro ente è sovraordinato». Quanto all’attività della commissione, spiega ancora Zirone, è articolato nell’arco di tre anni.
Le cose, dalle parti del Poetto, vanno decisamente meglio sul fronte della viabilità. Partiti l’11 luglio dopo una serie di intoppi giudiziari, legati a ricorsi amministrativi, i lavori per la nuova strada (otto chilometri tra la nuova rotatoria del Lungosaline e la zona del tiro a volo, nel lungomare quartese) sono praticamente finiti. Zirone spiega che alla data del 31 dicembre la commissione collaudo in corso d’opera ha dato il benestare per il 97 per cento del tracciato. L’impresa ha lavorato anche il 24, il 26 e il 31 dicembre. «Ringrazio l’impresa Sarcobit e i miei più stretti collaboratori per questo eccezionale risultato», sottolinea l’assessore. Resta da sistemare l’asfalto sul “ponte” che scavalca il canale delle saline, all’altezza dell’ospedale Marino. E restano da mettere a punto segnaletica e semafori, che sembrano troppi. «Ci sarà l’onda verde. Servono comunque per favorire un’andatura moderata e per consentire la svolta verso la spiaggia per le auto dirette da Quartu verso Cagliari». Sulla data di inaugurazione c’è ancora incertezza. «Ma è questione di venti giorni al massimo. Primo perché vorremo che venisse il ministro della Protezione civile. E poi», aggiunge Zirone, «fuori dall’appalto vorrei sistemare delle piante e un guard-raill in legno sul lato saline. Qualche giorno di pazienza ancora, ma ne varrà la pena».
E. D.