pubblicato da L'Unione Sarda il 3 settembre 2004
L’assessore Grosso: vincoli severi
Impalpabile come il borotalco. Così sottile e leggera da disperdersi nell’aria, sollevarsi con una semplice folata di vento e finire dritta sui giardini delle case di Medau Su Cramu o Is Arenas, avvolgendo con il suo candido abbraccio piante da frutto, aiuole, vetri e tetti. Roba da silicosi, insomma. Alla faccia dell’ecologia e di quei vincoli rigorosi che impedirebbero (a ragione) l’utilizzo dell’asfalto per la pavimentazione delle strade del parco ma che, almeno si spera, possano anche consentire alternative alle scelte sul materiale utilizzato dalla Provincia per rimettere a posto il sistema stradale di Molentargius. D’altra parte quella “polvere” non piace per nulla ai residenti. E anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Grosso, ammette i risultati così poco soddisfacenti. Almeno per gli abitanti, a cominciare da quelli di via Don Giordi. «Purtroppo è proprio una questione di vincoli severissimi, dalle ricerche che abbiamo fatto noi abbiamo individuato questo tipo di materiale, ma sia chiaro, potrebbe sempre essere sostituito se dovessimo trovare una soluzione più adeguata», dice Grosso, facendo intendere che «potrebbe saltar fuori un altro materiale» per rendere le vie del parco tra Cagliari e Quartu meno fastidiose da percorrere. Dunque, viabilità interna. E servizi idrici, rete dell’antincedio e per l’irrigazione. In poche parole, le infrastrutture dell’oasi protetta. «Il progetto - ricorda Grosso - è partito un paio di anni fa poi si era bloccato per un contenzioso con l’impresa esecutrice dei lavori. Si tratta di interventi diversi da quelli del Consorzio Ramsar e sono praticamente conclusi. Sono costati tre miliardi e mezzo di vecchie lire e sono in attesa del collaudo prima di poter essere attivati. Anzi, pensavamo anche di consegnarli, anche se solo provvisoriamente in attesa del nulla osta della commissione collaudo». In effetti, almeno per le colonnine dell’acqua del sistema antincendio, nelle scorse settimane si è sentita parecchio la necessità di averle funzionanti. Gli stessi vigili del fuoco e le squadre dei volontari della protezione civile, intervenuti per spegnere alcuni grossi roghi a Molentargius e Medau Su Cramu, hanno messo in evidenza il fatto che il sistema, pur completato da tempo, non fosse stato ancora messo in funzione nonostante l’emergenza incendi che quest’estate non ha certo risparmiato i canneti della zona umida. Insomma, sul versante Provincia, le opere sono ormai arrivate al traguardo, e c’è attesa per il completamento dei lavori del Consorzio e della Regione.
di Andrea Piras