Parco Molentargius
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pubblicato da Il Sardegna il 3 giugno 2006

Parco in balia del fuoco
divampano le polemiche


L'Enpa annuncia un'azione legale per individuare i responsabili: «Niente controlli»
Ruggeri: «Non possiamo militarizzare l'area». Dessì convoca il comitato sicurezza

Due incendi in dodici ore. L'ultimo, quello più devastante, giovedì pomeriggio, ha divorato una decina di ettari di parco. L'altro è divampato nella notte tra mercoledì e giovedì, in mezzo alle case di Medau su Cramu. Per fortuna i vigili del fuoco sono arrivati in fretta, ma la paura tra i residenti resta tanta. Fiamme in mezzo al parco, sempre a Molentargius, come ogni anno. Solo che questa volta il fuoco ha lasciato scoperta una zona sensibile: quella che gli uccelli, e per fortuna pare che solo qualcuno ci abbia rimesso le penne, hanno scelto per la nidificazione. Un'area delicata, che ora è troppo facile da raggiungere.
LE TELECAMERE promesse non ci sono, pare, perché il bando regionale era sballato: le imprese che si sono presentate per la gestione del sistema di controllo elettronico non possedevano i requisiti adatti. La vigilanza c'è quando c'è: raramente. Il parco c'è: sulla carta. Sta per arrivare, invece, un'azione legale dell'Enpa, l'ente nazionale protezione animali, che ha dato mandato allo studio legale Rovelli per portare in tribunale l'assenza totale di controlli sull'area protetta. Il canneto brucia alimentato dal maestrale, che solleva anche un vespaio di polemiche. Dopo il rogo la parola d'ordine è: sicurezza. Che per il presidente del parco, e sindaco di Quartu, Gigi Ruggeri, non può significare militarizzazione: «Non possiamo piazzare una divisa ogni venti metri. Purtroppo i vandali e i malviventi esistono, qualcuno quelle fiamme le ha accese. Sono partite da viale Marconi, lì passano migliaia di auto: non possiamo mica controllare tutti quelli che transitano». Per chiarire, se ce ne fosse bisogno, fa un esempio: «Purtroppo capita che anche le anziane vengano scippate, ma mica possiamo mettere un agente dietro ogni donna che cammina per le nostre strade. La logica per tutelare Molentargius deve essere diversa». E una ricetta, fatta di principi e azioni, la propone l'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì: «Facciamo affidamento sul senso civico dei cittadini: esiste il 1515, il numero per le segnalazioni di incendi. Le chiamate sono arrivate in ritardo, gli uomini sono partiti tardi». Come tardi sono arrivati i Canadair, che hanno evitato il peggio ma sono partiti da Ciampino. E soprattutto non potrebbero agire così vicino ai centri abitati. Ma non c'erano altre soluzioni. «Oltre all'aiuto della gente serve l'intervento dello Stato», continua Dessì, «Anche quest'anno chiederò che venga potenziato il corpo dei vigili del fuoco. Sono professionisti, ma sono pochi e con pochi mezzi». Intanto la stagione dei fuochi è alle porte e Molentargius è un bersaglio troppo facile per gli incendiari: «Il parco non ha niente del parco», attacca il presidente dell'Enpa Emanuele Deiana, «non c'è controllo, nulla è come dovrebbe essere. È abbandonato. Da domani (oggi), anche senza convenzione manderemo i nostri uomini di pattuglia. Non voglio vedere andare in fumo anche quello che resta». Non lo vuole nemmeno l'ornitologo Helmar Shenk, che ha fatto un sopralluogo tra la cenere: «Per fortuna e grazie all'intervento degli aerei gli uccelli si sono salvati: poteva essere una strage. Ora serve una recinzione lungo viale Marconi, quello spazio è troppo delicato ». Controlli, chiede Shenk. D'accordo Tonino Dessì: «A giorni convochiamo un comitato per la sicurezza».
di Enrico Fresu