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pubblicato da La Nuova Sardegna il 3 aprile 2002

Medau su Cramu: indaga la Procura


Lavori in corso, l'autorizzazione arriva solo dopo la denuncia pubblica

CAGLIARI. I lavori in corso a Medau su Cramu, nel terreno acquistato dall'imprenditore Aldo Pili _ fratello del presidente della Regione _ diventano un caso giudiziario: la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta dopo la denuncia del Gruppo do Intervento giuridico: nel cuore del parco di Molentargius qualcuno aveva avviato lavori edili senza neppure esporre il cartello con le indicazioni previste dalla legge. Ora il sostituto procuratore Andrea Massidda indaga per violazione della legge urbanistica, impossibile sapere se ci sono iscrizioni al registro degli indagati. Le novità non finiscono qui: la denuncia dell'associazione ecologista e la notizia pubblicata dalla Nuova Sardegna risalgono al 20 gennaio scorso. Ora, su richiesta del consigliere comunale Gianni Loy e del responsabile dell'associazione, Stefano Deliperi, la divisione edilizia privata del Comune ha fornito il documento con l'autorizzazione a demolire e ripristinare alcune strutture preesistenti nello stazzo di Medau su Cramu, acquistato mesi prima da Pili per 150 mila euro. L'autorizzazione è datata 30 gennaio, quindi è stata rilasciata soltanto dieci giorni dopo che la Nuova ha denunciato l'esistenza del cantiere, privo di indicazioni anche sulla direzione dei lavori. Come dire: documenti alla mano, il Comune sembra aver autorizzato `a posteriori' interventi che erano già in corso. Il 19 gennaio infatti, all'interno di una recinzione `oscurata' con un fitto telo verde, operavano già un `multifase' per lo scavo di fondazioni, una betoniera e una squadra di operai che avevano trasformato vecchie strutture utilizzate al tempo come ricovero di animali in eleganti locali, con tetti in tegole e infissi in legno. Soltanto dieci giorni dopo il dirigente della Divisione edilizia privata Mario Mossa ha firmato l'autorizzazione, mentre nessuno si è preoccupato di controllare se i lavori fossero già iniziati. Sono stati i consiglieri Gianni Loy (gruppo misto) e Tonino Serra (Ppi) a portare il problema in consiglio comunale a febbraio scorso, chiedendo lumi al sindaco Emilio Floris sul futuro di Medau su Cramu, dove sarebbero decine e decine gli abusi edilizi insanabili, con cantieri ancora aperti e nuove iniziative in corso, come quella di Pili. Mentre l'assessore ai lavori pubblici Giampaolo Marchi chiedeva al Gruppo di Intervento giuridico di specificare meglio la posizione del cantiere _ indicata anche in una planimetria e nelle foto pubblicate dalla Nuova _ il sindaco ha risposto di aver incaricato l'assessore Marchi di verificare l'esistenza di un eventuale abuso. Marchi ha aggiunto di aver disposto controlli. Eppure gli uffici dell'assessorato ai lavori pubblici avevano già in mano la richiesta di autorizzazione. Sulla situazione di Medau su Cramu poi il discorso è ancora apertissimo: Floris _ in quella stessa seduta _ aveva chiarito che si sarebbe fatto "un intervento di sanatoria in termini di ciò che è già edificato, con possibilità di concedere deroghe di volumetrie in casi eccezionali". Floris aveva annunciato anche "vigilanza assoluta". Ma ad oggi sono solo gli ambientalisti _ e la magistratura _ ad aver comtrollato quanto sta accadendo nel parco di Molentargius: "Non ho avuto alcuna risposta su quel presunto abuso _ conferma Loy _ nessuno ha saputo dirmi che tipo di lavori siano stati eseguiti, se ci siano scavi e fondazioni per edifici o quant'altro. Mi pare che su Medau su Cramu sia in corso un'operazione preordinata, con l'obbiettivo di arrivare a una sanatoria anche per gli edifici costruiti dopo il 1992. Questo è contro la legge, così come è strano che nonostante le denunce pubbliche e le interrogazioni in aula nessuno in Comune si sia preoccupato di andare a vedere che cosa è stato costruito in quel terreno di proprietà dell'ingegner Pili". Loy annuncia una nuova interrogazione: "Voglio sapere, i cittadini hanno diritto di sapere".
di M. L.