pubblicato da L'Unione Sarda il 3 aprile 2002
«Bloccate i lavori al Poetto»
La Capitaneria ordina la sospensione del ripascimento
"Bloccate i lavori al Poetto". Prefettura e Capitaneria di Porto non vogliono correre rischi: nel tratto
di spiaggia interessata al ripascimento, dove alla vigilia di Pasqua un maratoneta ha trovato una bomba
inesplosa della seconda guerra mondiale, dev'essere sospesa "ogni attività lavorativa". Nella zona,
spiega il prefetto Efisio Orrù, "dovrà essere costantemente verificata" dalle "imprese appaltatrici
dei lavori" sia l'"integrità delle recinzioni dell'area di cantiere" e sia la "costante guardiania".
L'ordinanza della Capitaneria, firmata dal comandante Antonio Camboni, è stata diffusa ieri pomeriggio
ma risale a domenica, 24 ore dopo il ritrovamento dell'ordigno dell'ultimo conflitto rinvenuto casualmente
a pochi passi dalla rotonda dello stabilimento balneare Il Lido. Gli artificieri hanno fatto brillare
la bomba, ma la paura resta. "Le attività lavorative", ordina il comandante capitano di vascello Camboni,
"non potranno essere riprese prima che sia stata effettuata una accurata verifica di tutta l'area
interessata dai lavori da una ditta specializzata che possa certificare la sicurezza della zona".
Nel frattempo restano il pericolo di nuovi ritrovamenti (nell'arenile potrebbero essercene altri) e
l'incoscienza di molti: nonostante il divieto di superare gli sbarramenti del cantiere (i lavori di
ripascimento non sono ancora terminati), a migliaia si sono riversati a Pasqua e Pasquetta nel tratto
di arenile interessato al ripristino. "Noi", spiega Sandro Balletto, presidente della Provincia, "abbiamo
provveduto da subito a sospendere i lavori e a mandare un fax al Genio militare di Napoli per chiedere
l'immediata bonifica della zona". Né sabato né domenica né tanto meno lunedì gli esperti hanno però
sminato il Poetto. Il sindaco Emilio Floris, preoccupato per l'insicurezza della spiaggia dopo il
ripascimento (sono stati riversati 370 mila metri cubi di rena succhiata dalla draga "Antigoon" da un
fondale di 43 metri a tre miglia da Capitana), aveva chiesto l'immediata "pulizia" dell'arenile con
il metal detector, apparecchiatura che individua la presenza di oggetti metallici in profondità. Ma
ancora ieri, di esperti sminatori, nessuna traccia. Perché tanto ritardo? Renzo Zirone, assessore
provinciale con delega sul Poetto: "Appena saputo della bomba abbiamo fatto un fax al Genio militare
di Napoli per autorizzare l'impresa a far svolgere lo sminamento. Gli esperti della società Sice di
Roma sono arrivati subito in città, ma non sono potuti intervenire: evidentemente i tempi burocratici
per le autorizzazioni non sono brevissimi". A Pasqua di sminatori neppure l'ombra, in compenso il
Poetto è stato invaso da migliaia di curiosi. Balletto: "Non è stato fatto nulla neppure per
Pasquetta e abbiamo protestato con l'impresa. Ieri abbiamo deciso di organizzare da noi un
controllo del cantiere con una decina di vigilantes in divisa". Pochi. "Certamente insufficienti,
ma confidiamo sul buon senso della cittadinanza". La Provincia aspetta. Zirone: "Manca soltanto il
via libera del Genio Militare, speriamo poche ore ancora, poi inizierà la bonifica. In mezza
giornata dovrebbe essere tutto fatto". Il presidente Balletto ha fatto una sua personalissima
indagine: "L'impressa ha escluso che la bomba ritrovata al Lido possa essere stata sparata a 16
atmosfere dalla draga. Sarebbe esplosa lungo i 3 chilometri della tubazione. Credo invece fosse
già sul posto e sia affiorata durante i lavori di ripascimento".
di Pietro Picciau