pubblicato da La Nuova Sardegna il 3 febbraio 2005
Conto alla rovescia per il parco al decollo mancano solo tre firme
CAGLIARI. Dopo la firma del protocollo d’intesa che dovrebbe portare alla nascita del Consorzio di gestione del Parco di Molentargius-Saline, ora si attende il via libera del consiglio provinciale e delle assemblee comunali di Cagliari e Selargius. Mentre i commissari prefettizi di Quartu e Quartucciu, Luigi Serra e Maria Santorufo, hanno già firmato l’atto di adesione al Consorzio, i consigli comunali di Cagliari e Selargius dovrebbero esprimersi entro la fine della prossima settimana. Ma, secondo quanto hanno assicurato il sindaco di Cagliari e il primo cittadino di Selargius, Emilio Floris e Mario Sau, non dovrebbero presentarsi ulteriori problemi. Sembra quindi che sia la volta buona, dopo anni passati a tergiversare e discutere sulle quote di rappresentanza dei vari comuni e della Provincia, sulla sede amministrativa e su quella legale, e sulla composizione dell’assemblea del Consorzio. Di sicuro, il
compito assegnato agli organi di gestione del Consorzio non sarà dei più semplici, vista anche
la condizione in cui versa buona parte del territorio del futuro Parco di Molentargius-Saline.
Tutt’altro che idilliaca. I lavori di bonifica realizzati dal Consorzio Ramsar sono ben lungi
dall’essere ultimati, se si esclude la recinzione metallica lunga quasi cinque chilometri
stesa nelle scorse settimane. Per non parlare delle discariche abusive disseminate su tutta
l’area: laterizi, materassi e perfino diverse carcasse di automobili. La speranza, ora, è
che il Consorzio riesca a trovare una soluzione a tutti questi problemi. Occhi puntati
sulla prima riunione dell’assemblea consortile, che avrà il ruolo di indirizzo politico-
amministrativo: tra i compiti assegnati, l’approvazione del programma di gestione e del
piano del parco. Ma un apporto in questo senso arriverà anche dal consiglio direttivo, che
approverà i progetti di intervento ed il piano esecutivo di gestione. I primi problemi da
risolvere? Abusivismo edilizio e soprattutto di vigilanza sull’intera area. Che finora, di
sicuro, non ha dato i suoi frutti.
di Pablo Sole