pubblicato da La Nuova Sardegna il 2 dicembre 2006
Poetto, l'attacco della Procura
CAGLIARI. L'impresa l'aveva segnalato: l'area del fondale marino dove la draga Antigoon si apprestava a "succhiare" a maggio 2001 la sabbia per il ripascimento del Poetto non era quella indicata dal ministero dell'ambiente. Quindi non poteva esserci alcuna certezza sui risultati dell'intervento.
Ma l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto diede comunque il via libera, spinta dalla convinzione del comune di Cagliari: la sabbia deve arrivare dal mare e non - come pensava l'amministrazione provinciale di Nicola Scano - da cave di terra. "Cominciate il lavoro, a risolvere la questione con Roma pensiamo noi". Qui sta il punto, i pm Daniele Caria e Guido Pani l'hanno detto e ripetuto nel corso del procedimento: risulta dai documenti, uno scambio di lettere ufficiali dove compare anche la firma di Renzo Zirone, l'assessore provinciale ai lavori pubblici che seguì passo passo l'operazione Poetto per poi finire scaricato dal presidente Sandro Balletto, a sua volta schiacciato dalla responsabilità politica e poi penale del disastro. Balletto - che ha scelto il giudizio abbreviato - ha già pagato la decisione di non fermare l'Antigoon con una condanna a dieci mesi di reclusione per danneggiamento. Per gli altri dieci imputati il dibattimento pubblico si è aperto ieri mattina davanti ai giudici del tribunale - presidente Francesco Sette - in un'aula dove analisi scientifiche, valutazioni dei tecnici e documenti amministrativi avranno un peso determinante da qui alla sentenza. Nessuno degli imputati era presente, nove le parti civili in campo per richieste di risarcimento che si annunciano di portata storica. Ma storico è il processo perchè storica è la spiaggia, resa irriconoscibile da un intervento condotto senza criterio, con la fretta di arrivare alla fine forse per riscuotere il saldo elettorale: "I lavori si conclusero in quindici giorni - ha osservato Caria - e andarono avanti malgrado gli appelli delle associazioni ambientaliste e un'interrogazione dei consiglieri provinciali dell'opposizione, che chiedevano di fermare la draga per accertare se il materiale riversato sull'arenile fosse compatibile con la sabbia del Poetto". Non lo era, ormai è certo. Eppure la commissione di monitoraggio - di cui faceva parte il biologo Luigi Aschieri, condannato a sei mesi col rito abbreviato - certificò lo stesso la buona riuscita dell'intervento: conforme all'appalto. Affermazione azzardata, secondo l'accusa. Perchè sono proprio le differenze riscontrate tra quanto indicava il capitolato e la realtà ad aver sollevato l'interesse della Procura. Ripascimento sbagliato ma non solo: "L'aspetto penale della vicenda - ha sostenuto il pm Pani - è solo una fettina piccola di una vicenda molto più ampia, con risvolti che non sono di competenza di questa Procura".
Imputati di abuso d'ufficio sono l'ex assessore Renzo Zirone (difeso da Luigi Concas) accusato di concorso in danneggiamento aggravato e abuso d'ufficio con i dirigenti Salvatore Pistis, Andrea Gardu e Lorenzo Mulas difesi da Andrea Pogliani, Salvatore Casula e Antonio Cabriolu. Le stesse accuse sono a carico di Piergiorgio Baita e Daniele Defendi, rispettivamente amministratore della Costruzioni Mantovani e dipendente della Società italiana dragaggi, difesi da Franco Antonelli e Alfredo Biagini. Poi i componenti la commissione di monitoraggio Andrea Atzeni, Paolo Orrù, Giovanni Serra (difesi da Francesco Marongiu) e Antonello Gellon (difeso da Gianni Locci), accusati di falso ideologico. Si sono costituiti parte civile la Regione (avvocato Graziano Campus), l'agenzia del Demanio (Giandomenico Tenaglia), il comune di Cagliari (Guido Manca Bitti), Legambiente (Giuseppe Andreozzi), gli Amici della Terra (Lia Pacifico), il comune di Quartu (Carlo Augusto Melis), il Gruppo di Intervento giuridico (Guendalina Garau), il Wwf (Michela Zanda) e difendono la Provincia come responsabile civile gli avvocati Leonardo Filippi e Denise Mirasola. Si va avanti il 19 gennaio.
di Mauro Lissia