pubblicato da La Nuova Sardegna il 2 dicembre 2004
Molentargius, il parco non ha statuto
A rischio lavori e denaro pubblico speso, la Regione prepara una legge
CAGLIARI. Se lo statuto non arriva il consorzio non può funzionare. E se il parco di Molentargius non verrà gestito come è necessario in un ecosistema basato su equilibri delicati, 120 miliardi di vecchie lire andranno sprecati ma soprattutto si comprometterà un parco naturale dalle caratteristiche uniche. Come verrà illustrato oggi a 540 ragazzini provenienti da tutta l’isola alla Fiera, a cura dell’assessorato regionale all’ambiente. Seguirà una gita nell’oasi naturalistica, ovviamente. Alla Fiera verranno proiettate le diapositive che raccontano la storia del parco, un vero monumento naturale. La caratteristica più stupefacente del Molentargius è che, pur essendo circondato da due città, resta l’habitat naturale di specie abituate, per esempio, alle solitudini della Camargue nel sud della Francia oppure agli stagni immensi e abbaglianti del nord Africa. Anni fa una pubblicità particolarmente indovinata ritraeva i fenicotteri rosa con lo sfondo dei palazzi di Quartu. In «Italia» si pensava a un fotomontaggio, in Sardegna tutti avevano riconosciuto Molentargius. Dunque adesso questa meraviglia di equilibri antichi rischia di dissolversi. Perché per mantenere in vita il cosiddetto ecosistema occorre gestire le opere realizzate in quasi dieci anni di avvio dei lavori, fermate, polemiche tra ministero e ditte, assunzioni di responsabilità da parte della Regione. In sostanza, si tratta da un lato di mantenere efficienti le opere realizzate, ma anche di non lasciar cadere la quantità di progetti che dovevano partire una volta finite le opere. Perché Molentargius deve essere anche un museo naturale frequentabile dagli studiosi e dagli studenti, deve essere punto di incontri di naturalisti e anche di chiunque sia interessato a uno dei molteplici aspetti che in questo stagno trovano grande significato. La storia dello statuto ha vari capitoli. L’ultimo è quello che la Regione sta tentando di scrivere. L’assessore regionale all’ambiente porterà presto in giunta un disegno di legge che, se varato, andrà in consiglio perché si rimedi al più presto all’assenza dello statuto. Se si potrà procedere a un’approvazione in tempi brevi, succederà che al commissario straordinario verranno riconosciuti poteri sostitutivi in caso di inadempienza degli enti soci del consorzio. Come si ricorderà lo stagno di Molentargius è un parco senza statuto perché i componenti del consorzio avevano prodotto un documento che, impugnato davanti al Tar, è stato bocciato. La legge è chiara in particolare su un aspetto: la composizione del consorzio. Invece gli enti (Cagliari e Quartu in particolare) avevano composto un’assemblea pletorica nel tentativo di moltiplicare le poltrone spendibili. Addirittura il segretario generale di uno dei comuni aveva negato il visto di legittimità. La questione era stata denunciata nei rispettivi consigli comunali e le opposizioni avevano avuto buon gioco nel dimostrare l’illiceità delle operazioni condotte dalle maggioranze. Gli enti sono ormai largamente inadempienti. Si erano impegnati a dare uno statuto al consorzio entro il 31 dicembre del 2003. Un anno dopo non c’è traccia dello statuto e neppure di una soluzione a portata di mano. Entro la fine dell’anno tutte le opere realizzate saranno nella disponibilità piena della Regione e questa avrà la necessità di affidare lo stagno al consorzio. Se questo non sarà pronto occorrerà prorogare la gestione commissariale che, però, è fortemente limitata nei poteri dalla legge.