pubblicato da La Nuova Sardegna il 2 marzo 2008
«Non buttiamo la storia»
CAGLIARI. Molentargius non è solo un parco: è anche la sua stratificazione storica di almeno un secolo a renderlo un luogo speciale. Lo afferma Vincenzo Tiana responsabile dell’Associazione per il parco Saline, Poetto, Molentargius a proposito dell’ultima emergenza: la rottamazione di macchinari e attrezzature che hanno fatto la storia dell’industria del sale in Sardegna e in Italia. «Il passaggio alla Regione chiude un capitolo che si trascinava da vent’anni - spiega Tiana - e segna sicuramente una svolta per tutta l’area cagliaritana. Devono passare non solo specchi acquei, vasche salanti ed edifici, ma tutta la sua storia. Da anni la nostra associazione è impegnata a far rispettare il recupero e il rilancio delle saline, come dai programmi firmati nel 1988. L’episodio denunciato giustamente dal direttore del parco sulla rottamazione dei macchinari purtroppo non è un caso isolato. Nel 1990 la nostra associazione - continua Tiana - intervenne per salvare l’archivio tecnico e cartografico dalla distruzione e tutto fu trasferito all’Archivio di Stato. Ancora intervenimmo dieci anni fa per sottrarre al degrado vagoncini e locomotori e macchinari importanti (la macchina per l’estrazione del sale, i gruppi elettrogeni semoventi, le idrovore) che furono inseriti nell’importante appuntamento di Monumenti Aperti. Adesso - conclude Tiana - è urgente attivare tutte le procedure per riprendere la produzione delle saline e creare in tal modo valore aggiunto al parco».